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13. 04. 2024 02:32

Futuro di San Siro, Sala a Milan e Inter: «Compratelo, costerebbe solo un milione all’anno»

Il Sindaco fa di conto e apre ad un nuovo, ennesimo, incontro con Milan, Inter e WeBuild

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La questione dello stadio San Siro rimane uno dei dibattiti più accesi nella città di Milano, coinvolgendo non solo le squadre di calcio Milan e Inter ma anche l’amministrazione cittadina e i tifosi. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha recentemente rilanciato la discussione, annunciando un prossimo incontro con le società calcistiche e la società WeBuild per discutere il futuro dell’iconico stadio.

Il futuro di San Siro e una trattativa complessa

Il sindaco, dalle pagine del quotidiano Libero, ha espresso preoccupazioni riguardo al progetto di costruzione di un nuovo stadio a San Donato, citando tempistiche e vincoli contrattuali che potrebbero complicare il trasferimento delle squadre. Con un contratto d’affitto in scadenza solo nel 2030, Milan e Inter devono valutare attentamente i loro piani futuri, tenendo conto delle proposte dell’amministrazione comunale che suggerisce una soluzione di proprietà dello stadio, con un investimento stimato tra i 300 e i 350 milioni di euro: «Settimana prossima inviterò allo stesso tavolo Milan, Inter e WeBuild per verificare le esigenze dei club. – le parole del primo cittadino – Se il Milan non si presenta? Guardi, non voglio cercare polemiche, ma le mie perplessità su San Donato Milanese persistono, non è un progetto facile. Il Sindaco di San Donato dice che lo stadio sarà pronto nel 2028, ma per mia esperienza dico che è impossibile».

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San Siro

Il sindaco prosegue: «Tra l’altro le squadre hanno un contratto d’affitto che scade a giugno del 2030, quindi uno può avere tutte le idee che vuole ma deve essere certo di avere uno stadio entro quella data. Ho detto alle squadre che se vogliono lo stadio di proprietà, ovviamente, si dovranno prendere in carico le spese. Soluzione ideale, tra l’altro, perché in quel modo i lavori procederebbero spediti, viceversa, se fossero lavori pubblici, sa meglio di me come andrebbe a finire. Cifre? Sono solo ipotesi, ma giusto per farle capire. Diciamo 300-350 milioni. A questo in teoria bisognerebbe aggiungere il valore dello stadio. Noi lo abbiamo a libro a 100 milioni, ma io mica ci devo guadagnare. Lo concederei in diritto di superficie a 90 anni con una formula per cui alla fine diventerebbe di proprietà delle squadre. In pratica lo potrebbero già registrare nel loro asset. A quel punto gli costerebbe solo un milione all’anno».

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Il vincolo della Sovrintendenza ai Beni Culturali

Il dibattito sulla possibile demolizione di San Siro ha subito una svolta quando la Sovrintendenza dei Beni Culturali ha imposto un vincolo, riconoscendo il valore storico e culturale dello stadio. Questo ha messo in pausa i piani di demolizione, spingendo le squadre e la città a considerare opzioni alternative per il rinnovamento o la costruzione di una nuova struttura.

La storia di San Siro

Inaugurato nel 1926, lo stadio San Siro, ufficialmente noto come Stadio Giuseppe Meazza, è un simbolo dello sport milanese e italiano. Testimone di innumerevoli incontri calcistici, eventi sportivi e concerti, San Siro rappresenta un pezzo di storia della città, celebrando le glorie sportive di Milan e Inter. Con una capacità che lo rende uno dei più grandi stadi d’Europa, San Siro è più di un semplice impianto sportivo; è un luogo carico di ricordi e emozioni per generazioni di tifosi.

Quale futuro?

Mentre il dibattito prosegue, è chiaro che qualsiasi decisione riguardante il futuro di San Siro dovrà bilanciare il rispetto per la sua eredità con la necessità di innovazione e sviluppo. Le possibilità vanno dalla ristrutturazione dell’attuale struttura alla costruzione di un nuovo stadio che possa rispondere alle esigenze moderne, garantendo al contempo un ritorno economico e sociale per la città e le squadre. Il Milan, intanto, porta avanti il suo progetto di costruzione di un nuovo impianto a San Donato Milanese; mentre l’Inter, fino al 30 aprile, avrà ancora parola sull’area di Rozzano.

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