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È l’ora della verità per i Cisalfa Seamen Milano. Dopo una regular season da protagonisti, che ha visto i campioni d’Italia chiuderla al primo posto con 7 vittorie e una sola sconfitta, domenica sarà tempo di playoff. Per le semifinali di I Divisione, i marinai aspettano (dalle 18.00) i Ducks Lazio tra le mura amiche del Velodromo Vigorelli.

«Anche se in stagione i miei compagni li hanno già battuti per 51-0, non dobbiamo sottovalutarli» carica Gianluca Santagostino. Il ricevitore, classe ’94, è stato uno dei talenti più cristallini mai usciti dal vivaio blue navy e proprio per questo, nel 2015, aveva ottenuto una borsa di studio per il college messicano dell’università di Chihuahua.

Dopo quattro anni da protagonista assoluto e in attesa della laurea che otterrà ad agosto in Messico, è tornato sotto la Madonnina per aiutare i suoi compagni verso la scalata all’Italian Bowl: quest’anno il tricolore si giocherà il 6 luglio allo Stadio Breda di Sesto San Giovanni.

Santagostino, qual è la sua prima sensazione nel tornare a indossare la maglia dei Marinai?
«L’emozione è tanta, la voglia di fare bene ancora di più. Felicissimo di rientrare a Milano e condividere il campo, un’altra volta, con i miei Seamen Milano».

Quali sono le differenze qualitative e organizzative tra il campionato di prima divisione italiano e il mondo dei college messicani?
«In Messico il football americano è un lavoro vero e proprio, per coach, dirigenti, trainer. Per gli studenti si tratta di un’opportunità, grazie alle borse di studio, per poter creare basi solide per il futuro, anche nel mondo dello sport. Non a caso attualmente la CFL conta numerosi giocatori messicani».

C’è un “giro” diverso, insomma.
«Diciamo che i soldi sono tanti e ciò si riflette anche nella qualità e nell’organizzazione di una squadra. Lì ci si allena 4/5 volte a settimana, c’è l’attrezzatura per tutti i giocatori, i media sono molto presenti, anche con la tv nazionale».

Come vede i Seamen oggi rispetto a quando è andato via nel 2015?
«Mi sto rendendo conto che il livello è migliorato negli ultimi anni. Nonostante la lontananza ho seguito la squadra, dal 2015 ad oggi ed è chiaro che ci siano stati tanti progressi. Spero di poter essere d’aiuto alla squadra, non solo nella fase di gioco, ma anche dal lato psicologico e morale».


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