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Un esordio atteso lungamente è ormai dietro l’angolo: sabato l’Urania ospiterà San Severo all’Allianz Cloud, prima tappa di una stagione tra sogni e obiettivi concreti. «Giochiamo contro una neopromossa come noi – sottolinea a Mi-Tomorrow il vice di Davide Villa, Cesare Riva –. È uno scontro diretto che vale già doppio: fare bene in casa è importante».

 

Riva, come sta la squadra?
«Abbiamo avuto diversi incidenti di percorso nell’arrivare alla prima di campionato. Lynch (lungo americano arrivato in estate, ndr) ha quasi risolto i problemi al ginocchio. Ha lavorato tanto individualmente, rientrando in gruppo in settimana. È indietro nella preparazione, ma sabato ci sarà. Speriamo anche di riaggregare gradualmente Benevelli, Sabatini è stato operato al naso rotto settimana scorsa, mentre Bianchi ci sarà».

Quanto conta far bene nell’esordio all’Allianz Cloud?
«San Severo avrà tanti tifosi al seguito e parte dal vantaggio di avere un fattore campo importante: noi lo vogliamo costruire. Milano ha un bacino potenzialmente ampio, dobbiamo far arrivare la passione al pubblico della città, non limitandola al solo risultato ma mostrandoci professionali in ogni campo. La società sta lavorando bene anche con marketing e comunicazione. Poi, per fortuna, Inter-Juve è domenica».

Intanto vi lasciate alle spalle una pre season bella tosta.
«L’abbiamo scelto appositamente molto tosta e in parte si è creata da sola per opportunità come quella con l’Olimpia. C’è stata poi la Supercoppa, una cosa particolare, nuova. Il nostro obiettivo era viverla come precampionato: tre partite in una settimana in quel periodo sono difficili da affrontare, soprattutto quando assembli un gruppo nuovo. Volevamo aumentare l’abitudine a giocare e le risposte, positive e negative, sono arrivate. L’obiettivo era arrivare pronti alla prima giornata, dove si alzerà ancora l’asticella. I ragazzi hanno sempre lavorato bene, anche nei momenti in cui eravamo pochi. È una squadra che crescerà alla distanza».

Quali obiettivi vi ponete realisticamente?
«L’esperienza di questi anni dice che tante squadre hanno fatto su e giù: vorremmo evitarlo. L’anno più difficile è il primo al piano di sopra, l’obiettivo principale è confermarsi in categoria. Una salvezza tranquilla sarebbe un ottimo risultato, arrivare ai playoff sarebbe come vincere. Non passare dai playout vuol dire mettersene dietro tre in un girone a quattordici».

Siete capitati in un’annata in cui l’A2 abbraccia molte squadre blasonate.
«È vero: ci sono grandi piazze come Verona, Udine e Forlì, con un bel pubblico. Poi tante di livello medio che si stanno confermando. L’A2 è sempre stato un campionato con giocatori che hanno fatto poi percorsi importanti: vedi Mike James a Omegna o John Brown a Roma, ma anche tanti italiani che qui hanno più spazio rispetto alla massima serie. Sarà un torneo divertente, dove speriamo di dire la nostra».
Sabato dalle 20.30
Allianz Cloud
Piazza Stuparich 1, Milano
Biglietti: da 11,50 a 26,50 euro su vivaticket.it

Come funziona la Serie A2?
La formula del campionato prevede la partecipazione di 32 squadre divise nei gironi Est e Ovest. Le squadre di ciascun girone si affrontano in una prima fase di qualificazione con gare di andata e ritorno. In base alla classifica finale: le squadre classificate al 1º posto di ogni girone vengono ammesse alla successiva edizione della Serie A; le squadre classificate dal 2º al 9º posto di ogni girone accedono ai Play Off incrociati che determinano la terza promozione in Serie A; le squadre classificate al 14º e 15º posto di ogni girone accedono ai Play Out incrociati che determinano una retrocessione in Serie B; le squadre classificate al 16º di ogni girone retrocedono direttamente in Serie B. L’Urania è nel girone Est.


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