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04. 02. 2023 12:34

Il Museo del tatuaggio di Milano verso la chiusura: il Comune non fa nulla

Parte la petizione per salvarlo, ma l’amministrazione non sembra interessata

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Il Queequeg Tattoo Studio, nome completo e preciso del museo del tatuaggio di Milano, sta per chiudere nell’indifferenza delle istituzioni locali. E per cercare di salvarlo, è partita una petizione ufficiale su internet portata avanti da Gianmaurizio Fercioni, uno dei gestori del museo, che denuncia anche la mancanza di collaborazione da parte del Comune di Milano.

Chiude il museo del tatuaggio di Milano, nell’indifferenza delle istituzioni

Sulla pagina ufficiale di change.org che ospita la petizione e la raccolta firme, viene raccontata tutta la storia: «È un vero peccato ed è inconcepibile che una città moderna e internazionale come Milano non si prenda a cuore l’importanza di una tradizione culturale antichissima e di interesse così attuale. – si legge nel testo condiviso a firma di Gianmaurizio Fercioni – abbiamo chiesto aiuto all’Assessorato alla Cultura e al Sindaco di Milano, ma pur avendo il patrocinio del Comune di Milano dal 2001, non abbiamo destato nessuna attenzione, e ad ora (con l’invito e la richiesta inviate a febbraio 2022) nessuno è ancora venuto a vedere il nostro Museo per capire di cosa si tratta».

tatuaggi
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Il museo del tatuaggio di Milano, punto di riferimento per il movimento nazionale

«Negli ultimi anni – si legge ancora – il numero di persone tatuate e di tatuatori è cresciuto in maniera esponenziale eppure la maggior parte di loro non conosce minimamente le origini e la storia di questa pratica antica quanto l’uomo. Abbiamo notato per il nostro museo un interesse in costante ascesa da parte di ogni genere di persona, tatuate e non, forse anche perché di musei del tatuaggio ne esistono pochissimi al mondo. A causa di lavori di ristrutturazione del palazzo, il proprietario ha deciso dopo 23 anni di non rinnovare il contratto di affitto in scadenza a marzo 2023 quindi dovremo cambiare sede. Vorremmo che il Comune della nostra città e/o la Regione Lombardia ci aiutassero a trovare una nuova sede dove continuare a svolgere questa attività».

La richiesta alle istituzioni del museo del tatuaggio di Milano

Prosegue ancora la nota: «Quello che vorremmo è un nuovo spazio che abbia la stessa “anima”: un “museo vivo” dove, accanto all’esposizione di disegni, strumenti, foto, libri e video provenienti da varie parti del mondo e appartenenti a diversi periodi storici, vi siano postazioni dove i tatuaggi vengano realizzati. In base alle dimensioni dello spazio, oltre all’esposizione permanente della nostra collezione, vorremmo allestire mostre temporanee a tema sulle varie forme con cui il tatuaggio si è espresso nel tempo e si esprime ancora oggi nelle diverse culture e tradizioni. In questa occasione ci piacerebbe ospitare tatuatori provenienti da tutto il mondo al fine di favorire uno scambio tra le diverse culture e tradizioni di tatuaggio tuttora esistenti». 

Il record dell’Italia e del museo del tatuaggio di Milano

Oggi l’Italia è il paese nel mondo ad avere la maggior percentuale di persone tatuate, ma purtroppo la maggior parte di queste (compresi i tatuatori) non conoscono la storia e la tradizione di una pratica antica quanto l’uomo che in Italia ha una tradizione documentata che parte dal paleolitico (Ötzi) e che ha coinvolto nei secoli persone di ogni classe sociale: dai carcerati ai reali, dai pellegrini agli artigiani e così via. 

Chi è la famiglia Fercioni, che gestisce il museo del tatuaggio di MIlano 

Ma chi è la famiglia Guercioni, che gestisce il museo del tatuaggio di Milano? Gianmaurizio, è stato il primo ad aprire uno studio di tatuaggi in Italia ma è anche uno scenografo e costumista riconosciuto a livello internazionale ed è stato tra l’altro uno dei fondatori del Teatro Franco Parenti, assieme ad Andrée Ruth Shammah, Franco Parenti e Giovanni Testori, cinquant’anni fa. Il tattoo studio, aperto nel 1974 nel 2000 si è spostato e ingrandito per esporre la propria collezione dando vita al primo Museo del Tatuaggio in Italia. Luisa Gnecchi Ruscone, sua moglie, storica del tatuaggio, da tempo organizza mostre storico-antropologiche sull’argomento nei musei (l’ultima nel 2019 in occasione dell’inaugurazione del museo M9 di Mestre), autrice di otto libri su storia, tradizioni e culture del tatuaggio. Olivia Fercioni, anch’essa scenografa e tatuatrice, da più di dieci anni collabora nello studio e museo di famiglia.

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