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01. 08. 2021 10:17

Milano, suicidio in questura: indagati due agenti

I due agenti presenti nel momento del suicidio sono stati iscritti nel registro degli indagati: il motivo

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Pochi giorni fa un algerino di 43 anni si era tolto la vita nella sala dei fermati della questura milanese utilizzando la propria maglietta come cappio. L’uomo era stato arrestato mentre tentava di forzare la portiera di un auto in zona Porta Venezia. È arrivata poco fa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dei due agenti presenti al momento del suicidio.

Atto dovuto.  Gli inquirenti hanno sottolineato che si tratta di un atto a garanzia dei due poliziotti necessario per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. L’iscrizione nel registro degli indagati da parte del pm Paola Pirotta che coordina l’inchiesta assieme all’aggiunto Laura Pedio, è una decisione tecnica avvenuta dopo l’esame attento dei video.

Nei prossimi giorni il corpo del fermato, personaggio con diversi precedenti e già noto alle Forze dell’Ordine, verrà sottoposto ad un’autopsia per capire se si potesse salvare o meno dopo l’estremo gesto. Secondo le ricostruzioni l’uomo arrivato in questura non avrebbe presentato alcun segnale che potesse destare sospetti sulle sue intenzioni. In base all’analisi del video sarebbe passato appena un quarto d’ora tra l’ingresso nell’edificio di via Fatebenefratelli e la morte dell’uomo.

 

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