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01. 08. 2021 09:28

Coronavirus, i parenti delle vittime scrivono alla Commissione Europea: «Vogliamo chiarezza»

Il comitato "Noi denunceremo" ha inviato direttamente una missiva alla presidentessa UE Ursula von der Leyen per chiedere che vengano supervisionate le indagini in corso sulla gestione dell'epidemia nella zona del bergamasco e del bresciano

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Il Comitato “Noi denunceremo-verità e giustizia per le vittime di Covid 19” ha inviato una lettera alla presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al presidente della Corte Europea dei diritti dell’uomo Robert Ragnar Spanò. L’oggetto del testo è chiedere una supervisione sulle indagini su quanto avvenute durante i mesi più bui della pandemia tra Bergamo e Brescia, l’aria più colpita in cui si sono registrate 11.000 vittime.

La lettera. «Come parenti delle vittime vi sollecitiamo a supervisionare le indagini in corso sull’epidemia di coronavirus in Italia, con un occhio vigile sulle potenziali violazioni di alcuni articoli inclusi nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – si legge nella lunga lettera -. In particolare, se deliberate decisioni politiche hanno violato il diritto alla vita di migliaia di membri delle nostre comunità (art. 2); il diritto all’integrità fisica e psicologica dei nostri anziani (art. 3); insieme al diritto alla loro dignità umana (art. 1), oltre che l’art. 32 della Costituzione Italiana».

I parenti delle vittime chiedono in particolar modo di fare chiarezza su due eventi: la mancata chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo e la mancata istituzione di una “zona rossa”- come quella subito operativa nel Lodigiano – tra Alzano e Nembro, ai primi segnali di quella che, poi, è diventata una strage.

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