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25. 04. 2024 03:44

Bicicletta: sarà davvero leader della Fase 2?

«Ciao, sono una cargobike, risolvo un sacco di problemi»

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bicicletta fase 2
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«Ogniqualvolta possibile, considera di andare in bicicletta o a piedi. Questo consente di mantenere il distanziamento fisico e allo stesso tempo aiuta a raggiungere gli obiettivi minimi di attività fisica quotidiana raccomandati che, a causa dell’aumento del telelavoro e alla riduzione delle attività sportive e ricreative, sono più difficilmente raggiungibili». Queste le raccomandazioni dell’OMS sulla mobilità in era Covid-19 e il dibattito, a livello istituzionale, si è dimostrato subito acceso e costruttivo.

 

 

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Bicicletta, leader della Fase 2, fra polemiche e suggestioni

Se la ministra per le Infrastruture e i Trasporti Paola De Micheli ha proposto la promozione di forme di mobilità alternativa, dichiarando che per i residenti nelle città metropolitane e aree urbane con più di 60.000 abitanti è allo studio il riconoscimento di un buono pari a 200 euro per l’acquisto di biciclette, il Comune di Milano è già partito con il piano “Strade Aperte” per ripensare la mobilità e lo spazio pubblico: fra le iniziative, è già al centro delle polemiche la tracciatura dei 35 km di nuove piste ciclabili che, da corso Venezia, toccheranno gli itinerari San Babila-Sesto Marelli, Bisceglie-Buonarroti lungo l’asse Legioni Romane-Berna-Zurigo, prolungato in Caterina da Forlì e Sardegna. Altri interventi riguardano la riqualificazione urbana, ad esempio lungo la direttrice Bussa–Farini-Cimitero Monumentale.

#PrimaLaBici. Un hashtag scelto da FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, nella nuova campagna per promuovere attivamente l’uso delle due ruote in tutti gli spostamenti urbani. La campagna #PrimaLaBici ha preso il via in occasione della Festa dei Lavoratori con il messaggio «Primo Maggio, Prima la Bici!» per ribadire l’importanza di poter scegliere la bicicletta quale mezzo di trasporto più efficiente e sostenibile per andare in ufficio, in azienda o in fabbrica. «L’impegno di FIAB negli anni per sostenere questo diritto ha portato nel 2016 – spiega Alessandro Tursi, presidente di FIAB – al riconoscimento INAIL dell’infortunio in itinere per chi sceglie di andare al lavoro in bici».

Rivoluzione. Milano Bicycle Coalition è una piattaforma di contenuti e servizi dedicati alla mobilità sostenibile attiva nell’area di Milano, con la mission di contribuire alla diffusione di una cultura alta della bicicletta, dove il mezzo di trasporto sia usato come occasione di integrazione sociale, crescita culturale ed economica, amicizia e consapevolezza. La piattaforma ha lanciato un piano per aiutare le aziende che vogliono promuovere l’uso della bicicletta per andare al lavoro: per salvaguardare il proprio business, i propri dipendenti e contribuire attivamente a creare il domani. «Per qualsiasi consiglio, noi ci siamo». Basta compilare il modulo scaricabile a questo indirizzo.

Negozi. Se la buona notizia è che la protagonista della Fase 2 è e sarà la bicicletta, quella meno buona è che i negozi di cicli possono essere già aperti per riparazioni, ma non potranno vendere nulla fino al 18. Per anticipare la possibilità di vendita, su change.org è partita una petizione, rivolta a Giuseppe Conte, motivata dal fatto che la bicicletta sia il mezzo di trasporto più importante e sicuro – essendo solitario – per evitare che il contagio riprenda a crescere in modo esponenziale e per evitare di intasare i mezzi pubblici. Dello stesso avviso Assobici, l’associazione dei negozi di biciclette di Confesercenti Milano, che riunisce una quarantina di punti vendita ed è presieduta da Mattia Bonato, la quinta generazione della famiglia alla guida di Biciclette Rossignoli, il più antico negozio meneghino di biciclette, in attività dal 1900: «Bisogna anticipare l’apertura alla vendita se vogliamo sostenere la richiesta di spostare il traffico sulle due ruote».

Cargobike. Lo sdoganamento ufficiale di questo mezzo è avvenuto il 30 aprile grazie alla coppia Ferragni-Fedez, che ha aderito all’iniziativa benefica “Milano Aiuta” consegnando la spesa in sella a due cargobike. Ma cosa ci si può fare esattamente con uno di queste mezzi? «Ciao, sono una cargobike, risolvo un sacco di problemi: puoi caricarmi con la spesona e con una, due, tre o quattro creature, con tutto il ruffo che vuoi portare in discarica, con la nonna che non vuole più prendere i mezzi e mille altre cose che ora non mi vengono in mente. Ho anche tante sorelle, non siamo tutte uguali, ma tutte risolviamo problemi. Esisto anche a pedalata assistita. Non è necessario essere un bike messenger o una mamma chic per guidarmi: provami, potresti stupirti». È il divertente post pubblicato su Facebook dalla Stazione delle Biciclette, negozio e ciclofficina milanese che, impersonando una cargobike, fa anche i conti in tasca ai futuri acquirenti: «Costo dai 1.000 ai 5.000 euro e la macchina che stai usando costa da 0,4 a 0,6 euro/chilometro. Oppure, solo per tenerla ferma, da 1.000 a 2.000 euro l’anno. Fai un po’ due conti, che ti si apre un mondo».

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