Un’idea per riqualificare il Parco delle Cave e per puntare i riflettori sulla sostenibilità. Nasce così “Un orto a Milano”. Il progetto dell’azienda agricola Apicoltura Veca – Apepé di Mauro Veca è uno dei quindici selezionati nell’ambito del bando di crowdfunding “Impatto +”, lanciato dal Gruppo Banca Etica grazie al Fondo per la Microfinanza e il Crowdfunding di Etica Sgr, attivo sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

All’interno del Parco delle Cave a Milano, dallo scorso giugno, l’azienda agricola Apicoltura Veca, affittuaria della Cascina Linterno, ha ricevuto dal Comune di Milano, come estensione del contratto, due ettari e mezzo di terra. Dove verrà realizzato, appunto, l’orto urbano. A raccontarlo a Mi-Tomorrow è Mauro Veca, titolare dell’azienda agricola.

Cos’ha significato per voi partecipare al bando di Banca Etica?
«Concretizzare il nostro progetto di agricoltura sostenibile, dal momento che noi da sempre ci muoviamo in una rete di persone che svolgono la loro attività utilizzando sistemi alternativi e non convenzionali di agricoltura. La fortuna ha voluto che vincessimo il bando. Così siamo entrati nella piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso».

Qual è il vantaggio di partecipare a questo bando?
«Oltre alla visibilità, l’aiuto economico di Banca Etica. I progetti che raccoglieranno almeno il 75% del budget riceveranno infatti un contributo da parte del Fondo per il Crowdfunding di Etica Sgr per il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro. Per “Un Orto a Milano” chiediamo di arrivare a 30mila euro. Il bando sarà online fino al 15 gennaio».

Quale può essere il valore aggiunto di “Un orto a Milano”?
«Chiudere la filiera della coltivazione. Riqualificare il Parco delle Cave, coinvolgere e responsabilizzare i cittadini sull’origine dei prodotti agricoli, sul miglioramento dell’ambiente, dando loro la possibilità di partecipare direttamente alla coltivazione. Le nostre iniziative, con workshop e seminari formativi, hanno già preso il via».

L’obiettivo?
«Coltivare in modo sostenibile ortaggi, funghi ed erbe aromatiche. Aumentare il numero di alveari per la produzione di miele, allevare capre, pecore e altri animali da cortile per fini didattici. All’interno della cascina ci saranno un punto vendita, una stalla, un fienile, un pollaio, magazzini/depositi, una Fattoria Didattica e laboratori di trasformazione».

Quanto è importante sensibilizzare Milano alla sostenibilità?
«Una città come Milano è dipendente dall’esterno, da un punto di vista agricolo. Perciò è opportuno che le persone si rendano conto dei cicli produttivi stagionali, del rispetto dell’ambiente, di cosa mangiano. L’agricoltura milanese, a oggi, non nutre la città, ma “Un orto a Milano” vorrebbe fare proprio questo».

E in tutti questi processi è determinante il ruolo delle api…
«Ovviamente. Le api, indirettamente, intervengono nella produzione agricola attraverso l’impollinazione. L’agricoltura ha estremamente bisogno di insetti impollinatori».

A proposito, com’è il miele che viene prodotto a Milano?
«Buonissimo. Milano è ricca di essenze vegetali diverse, qui c’è enorme biodiversità. Negli ambienti urbani, tipicamente, il miele è vario: non è composto da una sola essenza botanica, ma è millefiori. Magari con la prevalenza di nota piuttosto che di un’altra, ma tendenzialmente vario. Molto aromatico, piacevole, amabile, diverso da quello della grande distribuzione. Ed è questa la maggiore peculiarità».