gazzelle
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Alla conquista del Forum. Flavio Bruno Pardini – in arte Gazzelle – sfida le logiche del successo, registrando il secondo sold-out consecutivo, dopo quello dello scorso marzo. Il Post Punk Tour (che prende il nome dalla sua ultima raccolta) è partito mercoledì a Firenze e domani sera approderà a Milano, divenuta negli ultimi due anni città di adozione del cantautore capitolino.

 

Gazzelle, Milano come seconda casa

Sì, perché a differenza di molti altri artisti romani, Gazzelle ha trovato nella metropoli meneghina una seconda casa, nonché una fonte di ispirazione fondamentale per innovare uno stile che in qualche modo si discosta – per sound e poesia – dal genere indie più tradizionale. Un amore reciproco insomma, testimoniato dai numeri di questa tappa.

Come vivi questo secondo sold-out a Milano?
«È un’emozione incredibile e ancora nuova per me, anche se torno su quel palco a poco tempo dalla prima volta. Probabilmente è la sensazione più forte che io abbia mai provato nella mia vita».

Un romano doc, milanese di adozione: cosa ami di queste due città?
«Roma è la città che mi tiene ancora con i piedi per terra, in cui riesco ad occuparmi del mio lavoro in maniera serena. A Milano trascorro ormai molto tempo, è una città diventata fondamentale per me. Ho imparato a conoscerla con il tempo e devo dire che, a parte qualche pregiudizio iniziale, mi ci sento a mio agio!».

Gazzelle e il verso per Milano

“Un bacio congelato che sapeva di Milano”: come nasce questo verso?
«C’è stato davvero, quindi quel verso nasce proprio da un ricordo, da una storia vera ma durata solo un attimo. Una storia che, lo dico chiaramente nel testo della canzone, mi ha fatto star male».

Guardando al domani, quali sono i tuoi progetti?
«Sono davvero aperto ad ogni cosa. Sicuramente lavorerò al terzo album, però non l’ho ancora scritto. So come voglio muovermi e quello che voglio raccontare. Vorrei crescere sia nella musica sia nella scrittura, ma non stravolgere mai quella che è la mia identità».