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20. 06. 2024 05:23

Il ritorno di Ghemon: «#facciamoandaretuttobene»

Ghemon torna con Scritto nelle stelle: «La musica non si deve fermare»

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Al suo esordio, Scritto nelle stelle – una coproduzione Carosello Records e Artist First – ha esordito al secondo posto della classifica degli album più venduti della settimana: è uno dei traguardi che si aggiungono al palmares di Ghemon, una delle realtà più consolidate dell’hip hop italiano.

Per l’artista campano si tratta del sesto album in carriera, anticipato dai singoli Questioni di principio, In un certo qual modo e Buona stella. Il nuovo singolo si chiama Champagne.

 

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Il ritorno di Ghemon

Come stai trascorrendo la tua quarantena milanese?
«Vivo insieme alla mia fidanzata e al nostro cane a circa un chilometro dall’ospedale Niguarda. A livello personale, questo periodo ci ha permesso di organizzare il nostro quotidiano come mai avremmo pensato. A livello professionale le incognite e i punti interrogativi sono molti, ma il respiro oggi è migliore».

Come hai vissuto la vicinanza al Niguarda?
«Inutile nascondere che i primi venti giorni dell’emergenza sono stati pesanti, le ambulanze andavano e venivano in continuazione, avevamo la sensazione di vivere in trincea. Oggi, però, il quartiere sta reagendo bene».

Sei uno dei pochi artisti italiani ad aver avuto il coraggio di uscire discograficamente nonostante la fase di stallo generale.
«Non mi definisco un attendista. Il nostro dovere è quello di andare avanti, nonostante tutto. Anche nel titolo dell’album, Scritto nelle stelle, c’è un destino segnato: ho pensato che avrebbe potuto fare la differenze. La musica non deve fermarsi».

Ha preso piede anche l’idea dell’instore in formato digitale. Di cosa si tratta?
«Insieme all’acquisto dell’album in digitale ai fan sono state date indicazioni per partecipare ad una videocall in mia compagnia: così, al posto del classico firmacopie in cui li avrei intravisti solo per pochi secondi, abbiamo avuto il tempo di fermarci e chiacchierare a lungo sui brani e sulla vita. Un paradosso per i nostri tempi veloci, ma utile per rafforzare il rapporto con la mia “comunità”, come mi piace chiamarla».

Una vicinanza quanto mai necessaria in questi tempi.
«Gestire il rapporto con i fan è importante, sono cresciuto con loro. Averli anche accanto nel videoclip di Buona stella è stato divertente, mi ha dato modo di conoscere anche i loro figli».

Ghemon, Diodato e Sanremo

Nel 2018 e nel 2019 tu e Diodato vi siete ospitati a vicenda sul palco di Sanremo. È più di una sola collaborazione artistica?
«Ci siamo conosciuti grazie a Manuel Agnelli nel corso del festival Hai paura del buio? da lui organizzato a L’Aquila: dalla nostra reciproca conoscenza artistica è nata una bella amicizia, ci siamo riconosciuti velocemente essendo anche coetanei, con le stesse attitudini verso la vita e la musica».

Avevi pronosticato la sua vittoria a Sanremo?
«Avevo avuto il piacere di ascoltare Fai rumore nel corso di una cena a casa mia lo scorso gennaio. Gli dissi subito che il pezzo era forte e che si sarebbe piazzato. Devo dire di esser stato un buon profeta, ma per il prossimo anno da lui in cambio mi aspetto almeno un Telegatto!».

Quanto costa per te fermare i live, oggi?
«Molto. Vengo da due anni ininterrotti di Mezzanotte Tour e a breve avrei dovuto iniziarne un altro. Cerco di essere positivo e realista. Con il tour sospeso mancherà lavoro non solo per me, ma per tutta la squadra di 15 persone che mi accompagna. Al di là di #tuttoandràbene, lancerei l’hashtag #facciamoandaretuttobene. Serve concretezza. Due o tre rappresentanti della nostra categoria dovrebbero sedersi al tavolo con le istituzioni ed avere risposte concrete, oggi, non domani».

Nella tua Fase 2 cosa c’è in lista?
«Ritornare in studio in Paolo Sarpi e passeggiare al Parco Sempione, cose banali ma necessarie».

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