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20. 06. 2024 04:01

Festa della Mamma, la storia di Mickol: «Basta con lo stereotipo della mamma che deve gestire tutto da sola»

La Pr Mum e papà Daniele Marzano sono in attesa del terzo figlio: «Poco tempo per preoccuparmi, vivo in una situazione ideale»

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Mickol Lopez: «Basta con lo stereotipo della mamma che deve gestire tutto da sola»
Mickol Lopez: «Basta con lo stereotipo della mamma che deve gestire tutto da sola»

Abitano a Milano e guidano tutti senza patente: sono Mickol Lopez e Daniele Marzano, con i loro figli di cinque e tre anni Samuel e David e… un terzo in arrivo. Guidare senza patente è per loro un motto, un modo di stare al mondo, di vivere, lavorare e gestire i rapporti tra genitori e figli senza sentirsi sempre inadeguati e senza farsi prendere dall’ansia che blocca le scelte più importanti della vita.

 

 

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Mickol Lopez: «Basta con lo stereotipo della mamma che deve gestire tutto da sola»

Così, se Daniele ci ha addirittura scritto un libro, Mickol da molti dei 15.000 follower della loro pagina Facebook Guida senza patente è considerata una “super mamma” per il fatto di riuscire a gestire le videoconferenze e lo smart working, l’attività di blogger, due bimbi piccoli chiusi in casa e, insieme, una gravidanza in tempi di coronavirus.

Mickol, come arrivi a questa Festa della Mamma?
«Premesso che le super mamme sono altre, come ad esempio quelle che lavorano in ospedale in questo periodo con un carico emotivo davvero pesante, io aspetto questa festa con grande orgoglio e felicità e mi auguro che le madri di oggi possano vivere al meglio la maternità in questo mondo nuovo, dove non esiste più quella comunità fatta da una famiglia allargata che un tempo aiutava a prendersi cura dei figli».

Come si convive con una gravidanza in tempi di pandemia?
«Non sono una persona ansiosa e la verità è che la sto vivendo molto tranquillamente: sono una mamma normale che ha poco tempo per farsi prendere dalla preoccupazione, ma è invece molto presa dai bambini, dal lavoro e dalla gestione della pagina Facebook. Trovo molti messaggi di persone che mi reputano una super mamma, un modello da seguire, ma io vorrei solo dire che mi trovo nella situazione ideale, perché sto bene. E finché il nascituro è nella pancia, mi devo preoccupare solo degli altri due».

Bambini a casa, pancia e telelavoro?
«I miei bambini hanno reagito in maniera fantastica all’arrivo del fratellino: sarà che io parlo sempre in termini di squadra, in stile cameratesco, ma loro vivono l’attesa come l’arrivo un nuovo componente della loro squadra di fratelli e questo li aiuta a gestire le emozioni. Durante la quarantena hanno avuto alti e bassi, soprattutto all’inizio, ma noi siamo partiti in quarta con lavoretti, ginnastica, preparazione di pizze e biscotti. Certo i momenti di crisi ci sono, soprattutto quando sia io che Daniele siamo in videoconferenza e allora chi ci guarda vede volare di tutto alle nostre spalle (ride, ndr)».

mickol lopez
mickol lopez

Il segreto di una famiglia smart anche in quarantena?
«Io e Daniele lavoriamo entrambi in smart working, lui non pensa che il suo lavoro sia più importante del mio, gestiamo insieme i bambini e la casa, quindi siamo una specie di piccola impresa e questo mi permette di vivere bene e rimanere una donna, non solo una mamma. Sapere che siamo assolutamente intercambiabili nel ruolo di genitori mi permette di vivere al meglio e di dare sostegno ad altre persone, portando le loro voci e le loro esigenze all’attenzione del pubblico e delle istituzioni, come la settimana scorsa quando abbiamo fatto una diretta Facebook con la deputata Lia Quartapelle e la consigliera del Comune di Milano e presidente della Commissione politiche sociali Angelica Vasile per affrontare un piano di proposte per l’infanzia per la Fase 2».

Il consiglio più importante che ti senti di dare alle mamme?
«Fare in modo di non trovarsi di colpo nella necessità di dover essere intercambiabili con il partner nel ruolo di genitori. Invito le donne a cogliere sin d’ora questa opportunità, che si è resa evidente in questo periodo: devono fare un passo indietro e dare spazio al proprio compagno per gestire casa e figli, senza dimenticare mai che ci sono modi diversi di fare le cose e il modo giusto non è solo “come lo faccio io”. Se ci comportiamo sempre secondo lo stereotipo consueto della mamma che ha il compito di gestire la gran parte delle esigenze dei figli, anche i papà si adageranno».

E un messaggio per i papà?
«Loro devono fare un passo avanti in tal senso e più avanti lo fanno, più la loro donna sarà tranquilla, appagata e disponibile. Da tutti i punti di vista».

E papà Daniele: «Non chiamatemi mammo»

Scrive Daniele Marzano: «Eh ma siete ancora pochi. Me lo dicevano quando cambiavo i pannolini del mio primo bimbo 5 anni fa e vagavo alla ricerca di un posto per appoggiarlo. Me lo dicevano quando ho fatto notare a un ospedale che il cartello “Si pregano le mamme di riporre gli oggetti in area giochi” volevo che si rivolgesse anche a me. Me lo dicevano quando ero l’unico papà a fare l’inserimento al nido. Me lo dicevano quando proponevo oltre al consultorio mamma-bimbo anche un incontro per i padri. Me lo dicono ancora oggi, quando mi batto per dire che il problema della gestione dei figli in Fase 2 non deve ricadere solo sulle madri, ma anche sui padri. Sì, eravamo ancora pochi. Ma ormai siamo un piccolo esercito pacifico che sventola biberon, pannolini e marsupi. Grazie all’aiuto di Onalim abbiamo fasciatoi anche per noi in tanti luoghi, abbiamo fatto cambiare cartelli. Forse l’anno prossimo ci saranno almeno due papà a fare inserimento. Forse sempre di più useremo i congedi».

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