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Milano
04. 12. 2022 20:45

Imago Mentis, la mostra fotografica di Enrico Camporese da oggi a DOFMA Milano

Fotografie come spunti offerti dal caso, curiosità indagate, dettagli che attirano lo sguardo del fotografo nel suo muoversi tra idea e progetto

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Sarà inaugurata giovedì 13 ottobre alle 18,00, nell’ambito della diciassettesima edizione del Photofestival – la grande rassegna di fotografia d’autore che quest’anno propone 155 mostre dislocate su tutto il territorio metropolitano e in alcune località lombarde e non – la mostra fotografica di Enrico Camporese.

Imago Mentis a Sesto San Giovanni

Quest’anno, il fotografo veneziano, durante la sua quinta partecipazione al Photofestival, a Sesto San Giovanni, (in viale Ercole Marelli 152), presso DOFMA Milano dal 13 al 29 ottobre, esporrà dodici fotografie di grande formato che danno vita alla mostra curata da Ornella Roccuzzo e intitolata IMAGO MENTIS Scoprire Stupire Affascinare.

La mostra

I lavori fotografici presentati sono i frutti di elaborazioni mentali che spaziano, in libere citazioni dell’arte del Novecento in un campo estetico caro all’autore che ha fatto della pittura la sua forma espressiva più intima e della fotografia, venata di metafisica e astrazione, il suo viaggio in una realtà, dall’inquadratura sempre cercata, che vive tra luoghi sparsi e spazi metaforici o paradossali.

Le foto

Fotografie come spunti offerti dal caso, curiosità indagate, dettagli che attirano lo sguardo del fotografo nel suo muoversi tra idea e progetto; elementi visivi trovati e ritrovati, linee consuete e insolite visioni, diventano immagini variamente colorate o in bianco e nero, composizioni assemblate, in apparenza senza una logica, sempre guidate dall’emozione del momento.

L’arte di Camporese

‘Tableau’ che rappresentano città, paesaggi, volti, aspetti inesistenti ma presenti nella mente dell’autore, rielaborati dalla fantasia con qualche spunto psichedelico a creare impressioni e riflessioni in chi guarda e si immerge in colori e linee, in ombre dense e sprazzi di luce, dove sorrisi o figure o oggetti indistinguibili restano fermati in un fragile ‘per sempre’. Immagini mentali immateriali rese concrete dal supporto fotografico per la prima volta scegliendo il grande formato, alcune che spaziano e si allargano a cercare la giusta distanza, altre che diventano miopi visioni e attraggono chi guarda in un avvicinarsi progressivo.

Le parole della curatrice

«Enrico Camporese – racconta la curatrice Ornella Roccuzzo – lavora per la sua emozione, su un progetto mentale suggerito dalle fotografie, sia in bianco e nero sia a colori, scelte sulla base della possibilità compositiva e soprattutto, nello spazio mentale tra sonno e veglia, sono riflessioni e viaggi senza mete, che hanno nell’onirico lo spunto decisivo di traduzione nel reale. Le immagini elaborate via via diventano elementi di un percorso finalizzato a esprimere, con un impatto visivo tra l’avvicinarsi e l’allontanarsi, emozionalità e sentimenti. Questo approccio tra arte e fotografia si è consolidato nell’ultimo periodo di confinamenti pratici e obbligati, quando difficile se non impossibile è stato l’andare alla ricerca di luoghi e persone per progetti rimasti in attesa, per ricominciare dalle immagini il viaggio tra impressioni sempre nuove e antiche realtà».

In breve

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