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03. 10. 2022 00:25

“Cos’è l’Europa per te?”. Perché è importante la mostra di Lisa Borgiani a Milano

Una mostra, anzi, un «progetto di vita» che al Pirellone racconta l’Europa (anche) secondo i milanesi

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«Cos’è l’Europa per me?». Italiana in Irlanda, dove era arrivata con una borsa di studio per studiare lingue in un college e dove è poi rimasta per un po’ alle dipendenze di una grande azienda di information technology, Lisa Borgiani se lo è chiesto per la prima volta, appena ventenne, all’alba del nuovo millennio.

Crescendo, mentre la sua vita cambiava, trasformandosi grazie alla sua passione per la fotografia in quella di un’affermata artista delle arti visive, quella domanda non si è sopita. Ha continuato a ronzarle per la testa fino a diventare, tre anni fa, il fulcro principale della sua vita d’artista.

lisa borgianiDa ieri, parte delle risposte che dal 2019 continua a raccogliere incontrando la gente in giro per l’Europa e immortalandola attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, sono l’oggetto della mostra What is Europe to you?, narrazione in divenire a cura di Gigliola Foschi, che resterà fino al 17 maggio nella sede del Consiglio regionale della Lombardia al Grattacielo Pirelli.

Programmata in tempi non sospetti per ricordare la Giornata dell’Europa, che il 9 maggio di ogni anno celebra la pace e l’unità in Europa, si è trasformata in un’occasione di riflessione alla quale tutti possono partecipare lasciando il loro contributo. «La mia è una mostra che cambia in ogni momento perché chiunque può lasciare una traccia tangibile del proprio passaggio», spiega la Borgiani a Mi-Tomorrow.

Lisa Borgiani racconta What is Europe to you

Com’è possibile farlo?
«Scrivendo la risposta alla domanda che fa da filo conduttore in un post-it e attaccandolo alla parete dedicata, oppure stampando ed esponendo attraverso la piattaforma digitale Weywall, un proprio autoritratto accompagnato dal proprio sentimento sull’Europa. È impressionante constatare come il pensiero della gente sia in costante cambiamento».

Perché ha cominciato il suo viaggio in giro per l’Europa?
«È iniziato tutto casualmente, ma è stato costruito su un desiderio che già esisteva. Continuavo a interrogarmi sul sentimento europeo e avevo bisogno di comprendere cosa rappresentasse negli altri Paesi dell’Unione. Nel 2019 ho colto l’occasione di un viaggio ad Atene con la giornalista Marta Ottaviani che stava coprendo le elezioni parlamentari per cominciare il mio cammino fotografico».

La Grecia, in quel momento, reduce da otto anni di dure misure economiche, era in un momento complicato.
«Sì, per questo conoscere la posizione dei suoi cittadini mi interessava moltissimo. Da lì è cominciata la costruzione di questo dialogo tra ritratti e parole che da allora non si è più interrotto. Sono stata a Berlino a novembre 2019 in occasione del 30° anniversario della Caduta del Muro; nel 2021 nell’Isola di Ventotene nel 2021 durante il Festival dedicato all’Europa, e a Parigi dove sono tornata anche durante le recenti elezioni presidenziali. Anche a Budapest sono andata durante le recenti elezioni presidenziali, mentre a Milano e a Roma ho scattato nel 2020».

Dove e quando, esattamente, ha scattato a Milano?
«Era febbraio 2020, nel pieno della Settimana della Moda e all’inizio della pandemia: nelle ultime foto comparivano le prime mascherine. Come in tutti i posti in cui vado sono partita dal centro, in piazza Duomo dove ho fotografato un attore modello e anche delle influencer, per poi andare verso le periferie. Per me è importante costruire uno spaccato sociale. Le mie parole chiave per What is Europe to you? sono comunità, individualità e diversità. Per questo prima di cominciare faccio una mappatura della città in cui decido di lavorare e scelgo alcuni quartieri diversi fra loro, tralasciando le zone turistiche».

Con quale criterio sceglie i soggetti da fotografare?
«Può sembrare strano, ma a me sembra che siano loro stessi a chiamarmi. Li incontro casualmente per la strada e, in genere, tutto comincia tutto con un gioco di sguardi. Li avvicino, spiego loro il mio lavoro e chiedo se hanno voglia di partecipare al mio progetto. Se accettano li fotografo e chiedo loro soltanto nome di battesimo, professione e la risposta alla fatidica domanda; poi, in fase di esposizione, aggiungo il luogo dove la foto è stata scattata».

Come si presenta?
«”Sono Lisa Borgiani, sono un’artista, vengo dall’Italia e sto raccogliendo ritratti e parole di cittadini europei porgendo a tutti la stessa domanda: What is Europe to you?”. Tra presentazione e scatto bastano 1 o 2 minuti, e finora ho ricevuto davvero pochissimi no: il 98% della gente che fermo accetta subito di partecipare anche perché il fatto che questa mostra viene presentata con il supporto delle istituzioni è un modo per farsi ascoltare».

Dopo tutto questo peregrinare, che idea si è fatta?
«Credo che sia forte il desiderio di far sentire la propria voce – in termini positivi o negativi – in un momento così delicato. Credo che al momento la percezione globale dell’Europa sia diversa rispetto a quella dei singoli individui. Fin qui ho ritratto circa 500 persone e raccolto 1.200 voci: nella maggior parte, si tratta di sentimenti positivi. Quello che emerge è un insieme variegato di opinioni spesso contrastanti dove, accanto alle parole “caos”, “fallimento”, “niente”, si contrappongono concetti come “inclusione”, “opportunità”, “libertà”, “pace”, “speranza”, “bellezza”».

C’è qualche commento che le è rimasto particolarmente impresso?
«Quelli opposti di due immigrati dell’Est ritratti ad Atene. Uno ha risposto: “Non significa niente”. E l’altro: “L’Europa è sicurezza”. Per una signora ritratta nella periferia parigina, immigrata dall’Africa e passata da Prato dove ha vissuto per un po’, “l’Europa è meritocrazia”. E c’è chi l’ha definita “un condominio senza amministratore”. Però a tornarmi spesso in mente, da quando c’è stata l’invasione dell’Ucraina, sono le parole di Michael, un ragazzo tedesco che ho fotografato nella metro di Charlottenburg a Berlino mentre beveva una birra con gli amici, che ha detto: “L’Europa è in pericolo”. Ancora mi chiedo a cosa si riferisse».

I sentimenti dei milanesi rispecchiano quelli del resto d’Europa?
«Sì. Penso a due studenti sui Navigli che hanno parlato dell’Europa come di un “capro espiatorio” e al disoccupato secondo cui è “grande e fantastica”».

Quali sono i prossimi passi della mostra?
«Sabato, in occasione delle celebrazioni della Giornata dell’Europa 2022, sarò al Festival dell’Europa a Guben/Gubin, città che dal 1945 secondo gli accordi della conferenza di Postdam si trova a metà sul confine tedesco-polacco con 15 ritratti a grandezza d’uomo. Poi ripartirò per fare altri ritratti, le prossime tappe sono Bruxelles, Madrid e Vienna. Un giorno, poi, andrò a fare la stessa domanda fuori dai confini europei: negli Stati Uniti, in Africa, in Cina e, spero, quando tutto sarà passato di poter andare anche in Russia. Per me What is Europe to you? non è una mostra, ma il lavoro della vita».

Alla fine hai capito cos’è l’Europa per te?
«Un grande collage».

Sessanta foto e dodici collage nella mostra di Lisa Borgiani

lisa borgianiWhat is Europe to you? è in programma fino al 17 maggio al Grattacielo Pirelli “Pirellone”. La mostra, a cura di Gigliola Foschi, è promossa e organizzata dalla Regione Lombardia con il sostegno della Commissione Europea e della Fondazione Cariplo.

È composta da 60 fotografie, 85 autoritratti in bianco e nero delle persone che hanno partecipato attivamente al progetto attraverso la piattaforma digitale Weywall, 12 collage che pongono il titolo della mostra in dialogo con le prime pagine di alcuni principali giornali italiani ed europei che parlano di Europa, oltre a installazioni e a un video che mostra il percorso del lavoro. Si tratta di una mostra che, oltre a essere vista, può essere vissuta in prima persona: i visitatori, infatti, sono invitati a lasciare una traccia dei loro pensieri facendoli diventare parte integrante dell’esposizione.

Consiglio regionale della Lombardia
Spazio Eventi Palazzo Pirelli
Via Fabio Filzi 22, Milano
Fino 17 maggio
Ingresso libero
Dal lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30
Venerdì dalle 9.30 alle 13.30
(Logo IG) @whatiseuropetoyou

Chi è Lisa Borgiani

Classe 1979, nata a Verona, il suo lavoro spazia tra fotografia, installazioni e sculture mobili. La visione concettuale dei suoi lavori consiste nel creare una interazione tra l’installazione mobile e l’architettura. Da diversi anni collabora con architetti, ricercatori, università italiane e americane, registi, economisti. Vive a Milano da 5 anni.

«Per me Milano è casa, è una città che ho sempre amato e che, se non stai con le mani in mano, offre tantissime opportunità», dice la Borgiani che ha cominciato a fotografare per hobby. «Mio padre fotografava per passione, io ero il suo soggetto preferito. Mi ha fatto centinaia di ritratti e io lo odiavo per questo, tanto che nella maggior parte ho il broncio – racconta –. Poi sono passata dall’altra parte dell’obiettivo e ho cominciato a fotografare anch’io trasformando la mia stanza in una camera oscura per la stampa. Un giorno sono partita per il Sudamerica solo con lo zaino e la macchina fotografica. All’inizio tenevo tutto per me. Da 20 anni, però, sono un’artista a tempo pieno».

Nell’ottobre 2017 è stata inaugurata al Dipartimento di medicina riabilitativa dell’Ospedale San Raffaele di Milano la sua installazione permanente Onde di luce: «Sono delle alte spirali in materiale plastico leggerissimo che fluttuano al vento, una maniera ideale per immaginare nuove prospettive».

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