Con la regia e l’adattamento italiano di Massimiliano Bruno, è attualmente in scena al Manzoni uno dei classici shakespeariani più amati dal pubblico, Sogno di una notte di mezza estate. Questa volta ad interpretare i protagonisti, immersi nella serie di casualità fiabesche di innamorati presunti e respinti, ci sono Stefano Fresi, Violante Placido, Augusto Fornari e Paolo Ruffini nel ruolo del folletto Puck.

Si può portare Shakespeare a teatro in chiave moderna?
«Non solo si può, ma si deve farlo, anche in maniera piuttosto urgente. Rappresenta uno degli autori teatrali più contemporanei, dato che parla di amore, felicità e bellezza – temi futili ieri come forse anche oggi – ma ancora fondamentali per la nostra quotidianità».

Con quale messaggio?
«Oggi diamo estrema importanza al mondo “social” a discapito della “socialità”. Credo che Shakespeare possa riportarci verso una sorta di incanto perso nel tempo, verso il sogno, verso il grande valore della bellezza».

Incanto, magia ed attualità anche per i giovani?
«Assolutamente. Il nostro intento è anche quello di attirare i giovani a teatro, usufruendo di questa sensibilità riservata a tematiche ed argomenti molto spesso accantonati da un mondo “annacquato” da tante polemiche».

Attraverso quali strumenti?
«L’arte della seduzione: i giovani oggi vanno sedotti, presi per mano ed portati verso qualcosa che parli di loro. Non so se tra trecento anni ci sarà ancora Instagram, ma so di certo che il teatro ci sarà e vale la pena innescare quanto prima questo meccanismo di vicinanza. Non sarebbe così strano vedere un buon libro accanto ad un disco di un trapper o rapper del momento».

 

Fino a domenica 17 marzo alle 20.45

Teatro Manzoni

Via Manzoni 42, Milano

Biglietti: da 25 euro su teatromanzoni.it

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