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27. 02. 2024 09:10

Il Museo diocesano cambia look : «Pronti per Milano-Cortina 2026»

Dopo ventuno anni, ecco la nuova veste del museo di piazza Sant’Eustorgio

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Il Museo diocesano di Milano nasce nel 2001 per iniziativa dell’Arcidiocesi di Milano con lo scopo di valorizzare e fare conoscere i tesori artistici della diocesi raccontando il contesto spirituale in cui sono stati realizzati. E’ costituito da opere arrivate dalla Diocesi e altre provenienti da privati, come i Fondi oro di Alberto Crespi e la collezione Marcenaro.

Museo Diocesano, cambia pelle con il nuovo concept di Davide Rampello

In base a un protocollo d’intesa tra Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia, Comune di Milano e Istituto per il Credito Sportivo è previsto il riallestimento del Museo diocesano e dell’attiguo complesso monumentale dei Chiostri di Sant’Eustorgio. Un ruolo importante è affidato all’Istituto per il Credito Sportivo che dovrà operare come advisor per la strutturazione ed organizzazione delle attività finalizzate al finanziamento del progetto di riallestimento.

Per il sindaco Sala si tratta di un’operazione che avrà ricadute positive per la città: «Il concept del museo curato da Davide Rampello va nella direzione di apertura alla città, grazie a spazi e a una narrazione pensati in modo da coinvolgere i visitatori nella straordinaria storia di questo luogo. Sono sicuro che i milanesi e i turisti, che in numero crescente stanno tornando a visitare Milano, sapranno apprezzarlo».

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Per l’arcivescovo Mario Delpini il significato è anche culturale e civile: «La ristrutturazione dei Chiostri di Sant’Eustorgio e il riallestimento del Museo Diocesano vogliono essere un contributo al rilancio della nostra identità e dei nostri legami. Di cultura, di bellezza, di trascendenza abbiamo tutti bisogno, per poter continuare ad essere quel popolo ambrosiano laborioso e previdente, capace di guardare al futuro».

 

Nuova veste per il Museo diocesano: Davide Rampello, curatore del progetto: «Una tappa obbligata per il turismo»

museo diocesanoAppena rientrato da Dubai dove è stato il direttore artistico del padiglione Italia di Expo, Davide Rampello è pronto a tuffarsi in un nuovo impegno: si tratta del riallestimento del Museo Diocesano e dell’attiguo complesso monumentale dei Chiostri di Sant’Eustorgio per i quali cura il concept design.

Quale lavoro l’attende?
«Si tratta di rivedere i contenuti, le modalità espositive: in questo contesto progettare significa pensare un museo con un movimento di persone. Il museo è una cosa relativamente recente, solo nell’800 si creano quelli pubblici, prima c’erano le gallerie o le chiese».

Con quale obiettivo?
«Realizzare un museo sostenibile, un museo fa parte dell’industria culturale».

L’hanno chiamata anche per renderlo più attrattivo…
«Questo è un obiettivo di tutti i musei, il punto è che per riuscirci non bastano le bellezze che conservano ma dipende da come vengono raccontati».

Il Museo Diocesano ha le carte in regola?
«Sì, ci sono tante opere importanti, dai Fondi d’oro di Crespi a Fontana. Ma questo non basta, credo che si debba puntare di più sull’arte contemporanea e sugli scambi con altri musei e lavorare su un’idea forte».

Quale?
«Raccontare il museo della storia della Diocesi significa raccontare la storia di Milano: partendo dalla Milano romana, poi medioevale e longobarda, con i grandi protagonisti come Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Carlo Borromeo».

Esiste un museo del genere in città?
«Non c’è un museo che riesca a raccontare Milano dal 313 dopo Cristo, l’anno dell’editto di Costantino, al 2002 quando è stato inaugurato dal cardinal Martini».

Il nuovo Museo Diocesano diventerà una tappa obbligata per chi visita la città?
«Assolutamente sì».

Quali saranno le novità?
«Saranno diverse, ci sarà una libreria e una trattoria in cui sarà possibile gustare le cucina tradizionale milanese. Un’altra idea è riaprire i trani, le osterie dove si andava a bere il cicchetto che sono state cantate da Gaber».

Parliamo dei chiostri.
«Sarà realizzato un restauro straordinario che contribuirà a renderli un luogo di contemplazione, di meditazione».

Il Museo si trova in una zona di grande movimento, tra Porta Ticinese e i Navigli: quale funzione può avere?
«Penso che il grande afflusso di gente della Darsena si potrà diluire in piazza Sant’Eustorgio e nei chiostri».

Per quando è prevista l’inaugurazione?
«Saremo pronti per le Olimpiadi invernali del 2026».

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