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23. 04. 2024 12:53

Vegas Jones: «Con Scena Unita diamo quello che abbiamo ricevuto»

Vegas Jones pubblica il nuovo EP Giro Veloce, tanti nuovi featuring per il rapper di Cinisello

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Dopo aver lanciato i singoli estivi 12-0 PM e Plug, Vegas Jones torna con un EP molto vicino al mondo delle corse automobilistiche, usato come fonte di metafore e citazioni; per il rapper di Cinisello Balsamo si rinnova la collaborazione con Sony dopo il successo dell’ultimo album La bella musica.

Da dove nasce l’esigenza di uscire a distanza di un anno dall’ultimo disco?

«Rispetto ai lavori precedenti ho voluto dare l’idea di un giro di boa, è volutamente un lavoro più leggero. Un anno fa ho pubblicato un disco pieno di contenuti, questo è proprio un “giro veloce”. L’urgenza nasce dal fatto che avevo già pronte tantissime canzoni e mi sembrava giusto condividerne, anche solo sette, con i miei fan per farli sognare un po’».

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Come sono nati i tanti featuring del progetto?

«Quando lavoro sulle mie tracce solitamente sento l’esigenza di avere accanto qualcuno che cavalchi l’onda con me. In questo caso ho notato alcune che erano a metà, in cui avevo già dato tutto di mio, quindi ho preferito circondarmi di ospiti di valore – come MamboLosco, Giaime, Tredici Pietro, e Salmo – per dare il sapore finale al lavoro».

 

Hai recentemente aderito all’iniziativa Scena Unita. Come sono avvenuti i primi contatti?

«La mia musica, di base, è auto-terapeutica e lo è anche per molta gente, l’ho capito in questi ultimi quattro anni dai feedback dei fan. Mi sembrava doveroso fare lo stesso nel concreto in questo lockdown, come nello scorso, quando avevo dato una mano ai ristoratori locali per far ripartire l’economia di zona. Con Scena Unita non ho avuto dubbi, ho aderito subito: mi sono messo in contatto con Shade e abbiamo subito dato il nostro contributo nel nostro piccolo».

Cosa ti ha spinto a dire subito sì?

«Tutto quello che ho – lo studio di registrazione, la casa, la macchina e tutto il resto – sono stato in grado di costruirlo anche grazie agli addetti ai lavori. Più che i soldi, ci sono le emozioni condivise per dove siamo arrivati. Mi sembrava il minimo restituire qualcosa a chi ci fa lavorare tutti i giorni e ci permette di espandere la nostra musica. E’ questo che mi ha spinto a dire di sì: dare quello che ricevi ogni tanto fa bene».

 

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