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18. 04. 2021 06:57

Caccia al candidato: il centrodestra milanese alla ricerca dello sfidante di Sala

Centrodestra ancora alla ricerca dell’anti-Sala per le Comunali di primavera

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Come cinque anni anni fa il centrodestra milanese si trova indietro nella scelta del candidato sindaco. Allora si aspettò di conoscere il nome dello sfidante, ovvero Giuseppe Sala, per individuare in Stefano Parisi l’avversario. Oggi, di fronte alla ricandidatura dell’ex manager avvenuta a novembre, c’è difficoltà a trovare chi possa affrontarlo con serie possibilità di successo.

In caso di voto a maggio i tempi sarebbero stretti ma proprio l’esperienza dell’ultima campagna elettorale dimostra che possono bastare pochi mesi per diventare papabile per Palazzo Marino.

Carlo Fidanza: «Sarà un esterno ai partiti»

Parlamentare europeo, già consigliere comunale, Carlo Fidanza è uno degli uomini forti di Fratelli D’Italia. Il nome del candidato ancora non c’è, spiega a Mi-Tomorrow, ma l’obiettivo di sconfiggere Sala è realistico.

Fratelli D’Italia dopo quattro anni di assenza è oggi rappresentato a Palazzo Marino da un gruppo: è una presenza che corrisponde al suo consenso?

«Direi si, c’è una tendenza di crescita a Milano che abbiano riscontrato in diverse occasioni, non ultima nel tesseramento. Ci stiamo riappropriando di spazi che prima avevamo perso anche a causa di una Lega molto forte».

Qual è il vostro ruolo nella scelta dell’anti-Sala?

«Abbiamo portato nostri nomi che sono stati vagliati dalla coalizione anche se poi è mancata la loro disponibilità. La scelta, è bene precisarlo, farà parte di un accordo a livello nazionale relativo alle grandi città».

Possiamo parlare di tempi?

«Sono condizionati da tanti fattori come la crisi di governo in corso: non sappiamo se si voterà in autunno oppure a fine maggio, in quest’ultima ipotesi è chiaro che ci sarà un’accelerazione».

I sondaggi danno Sala molto forte, sarà difficile sconfiggerlo.

«Sala è meno forte di cinque anni fa quando era reduce dal successo di Expo e risultava espressione di una candidatura trasversale. Adesso è diverso, è diventato l’alfiere di un centrosinistra spostato a sinistra che affronta con toni radicali temi come l’immigrazione e le tematiche Lgbt. Poi c’è un altro suo punto debole».

Quale?

«La gestione non brillante della pandemia, una città in salute si è ritrovata ferita: quando non si tratta di cavalcare l’onda ma di gestire la complessità fa fatica».

Insomma è battibile?

«Si, nonostante la benevolenza di cui ha goduto in questi anni da parte dei media, basti pensare come sono state trattate le sue vicende giudiziarie: bisogna trovare un buon candidato».

Sarà individuato al di fuori dai partiti?

«E’ una scelta che abbiamo fatto in tutte le città, a Milano è naturale, avviene così da Albertini in poi».

Stefano Bolognini: «Rasia Dal Polo dev’essere condiviso»

Il segretario cittadino della Lega Stefano Bolognini spiega che la strategia del centrodestra è offrire una risposta ai delusi da Sala

Nel centrodestra è tra i più attivi in questa prima fase in cui si sceglie il candidato sindaco e si definisce la coalizione. Stefano Bolognini, assessore regionale allo Sviluppo della Città metropolitana e segretario cittadino della Lega, spiega a Mi-Tomorrow come la coalizione si sta preparando per il voto comunale.

Per ora l’unica certezza è data dalla ricandidatura di Sala.

«E’ stata una scelta obbligata per il centrosinistra che vedo con non pochi problemi: il sindaco parla di rivoluzione, di nuova squadra ma non parla di cosa ha fatto, del suo percorso. E anche il Pd, a un mese e mezzo dalla sua decisione, non ha mai detto che è il candidato migliore».

Nel centrodestra, sinora, l’unica candidatura è di Rasia Dal Polo: sarà definitiva?

«Intanto è ufficiale, c’è la sua disponibilità, è un uomo che conosce la città, sia il centro che la periferia, il terzo settore. Diciamo che oggi è in pole position, gode dell’apprezzamento della Lega e anche gli altri partiti lo stanno conoscendo e apprezzando, per quanto mi riguarda posso dire che può essere la scelta migliore».

Ci sono altri nomi?

«Altre persone si sono dette disponibili, ci sarà un confronto adeguato al livello di una città come Milano, dovremmo tenere conto di molte cose: come Lega siamo impegnati nei municipi nel valutare i candidati che conoscono meglio il territorio».

C’è una lettura secondo cui dopo la chiamata della Moratti in Regione da parte di Salvini sarà Berlusconi a scegliere il candidato sindaco.

«A parte che è tutto da vedere che le cose sono andate così, assicuro che il nostro candidato sarà condiviso da tutti i partiti».

Il consenso di Sala è alto, come pensate di costruirne uno alternativo?

«Dobbiamo realizzare una sintesi tra quelle parti della città che si sentono inascoltate, ascoltando coloro che sono in difficoltà come ad esempio le scuole cattoliche che svolgono un ruolo molto importante in città. Questa amministrazione ha creato molto scontento, dovremo dare una risposta a chi è rimasto deluso».

 

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