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12. 05. 2021 22:42

Milano, il Piano Quartieri spiegato da Mirko Mazzali: «Un buon risultato e cittadini coinvolti nei progetti»

Mirko Mazzali, delegato del sindaco per le periferie, illustra i risultati degli interventi: l'intervista

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Con il mandato in dirittura d’arrivo è tempo di bilanci per il Piano Quartieri che nel 2018 ha preso il posto del Piano Periferie. Mirko Mazzali, delegato del sindaco per le periferie, illustra a Mi-Tomorrow gli aspetti più significativi e i limiti.

Prima cosa: qual è la differenza tra Piano Periferie e Piano Quartieri?

«Il Piano Periferie aveva cinque ambiti prioritari che riguardavano una parte della città, ad esempio il Municipio 1 non era compreso, poi abbiamo deciso di occuparci di tutta la città, abbiamo spalmato l’interesse su tutti i quartieri».

Presentando il Piano Quartieri del 2018 il sindaco parlò di investimenti per 1,6 miliardi: una cifra importante.

«Lo è ma va parametrata su tutta la città, come detto non abbiamo più ambiti prioritari».

Qual è l’obiettivo dei tanti interventi programmati?

«Migliorare la vita nei quartieri».

Nel caso delle ciclabili non tutti sono d’accordo sul raggiungimento di questo obiettivo.

«Non direi, basta vedere quanto vengono utilizzate dai milanesi, il discorso vale anche per quella di corso Buenos Aires su cui ci sono state le polemiche più forti. Abbiamo cercato di ridurre i disagi al minimo, eliminando il minore numero possibile di posti auto».

Un tema centrale del piano è la partecipazione dei cittadini, quali risultati avete ottenuto?

«Abbiamo fatto un grande lavoro, abbiamo tenuto almeno 30 incontri con i cittadini, che sono intervenuti numerosi, su temi come la scuola, la viabilità, il verde. C’è stato un notevole coinvolgimento nei progetti, posso citare la riqualificazione di piazza Sant’Agostino per quanto riguarda il Municipio 1».

L’altra peculiarità è l’urbanistica tattica.

«E’ un’iniziativa che abbiamo importato da New York, dov’è nata. Il bilancio è positivo, abbiamo realizzato molti interventi che hanno cambiato la vivibilità dei quartieri, penso in particolare a Dergano».

Quanto ha influito il Covid nell’esecuzione delle opere?

«Nel periodo stretto di lockdown ha provocato un forte rallentamento, molte persone erano in smart working».

Quante opere vedranno la luce a fine mandato?

«Credo che dovremmo arrivare al 70% di quelle programmate».

Un risultato soddisfacente?

«Sarebbe un buon risultato».

Un bilancio degli interventi nelle periferie?

«Siamo intervenuti su due versanti. Sul software, ad esempio con le associazioni che hanno vinto il bando per le periferie e che sono state di grande sostegno, soprattutto nel periodo recente, verso coloro che soffrono di solitudine. Poi siamo intervenuto con l’hardware, le opere spesso combinate con il software».

Nelle periferie questa amministrazione si è trovata in difficoltà nelle tornate elettorali.

«Smentisco questa lettura per cui al centro siamo forti e nei quartieri periferici stentiamo, basta vedere i dati delle ultime elezioni che dimostrano come il centrosinistra abbia una presenza significativa ovunque».

I numeri del Piano Quartieri: 1,6 miliardi per 100 progetti

Il 27 ottobre del 2018 il sindaco Sala presentò al Teatro del Buratto il Piano Quartieri. L’obiettivo era potenziare i servizi tradizionali come i trasporti, la scuola, le biblioteche e le piazze pubbliche in parallelo con attività, progetti ed iniziative nel campo culturale, dei servizi alla persona, nell’ambito sportivo, educativo, formativo ed economico.

In tutto furono presentati oltre 100 i progetti disseminati per la città, con un budget a disposizione di 1,6 miliardi di euro, di cui 1,2 inerenti a progetti e interventi già definiti e in fase di realizzazione o di avanzata progettazione. In questo fondo ci sono 200 milioni circa a favore di quegli interventi segnalati o richiesti dai cittadini, 305 milioni destinati con urgenza alle scuole pubbliche, 320 milioni circa per l’edilizia scolastica, la manutenzione stradale e gli edifici pubblici che hanno priorità assoluta.

Sono poi stanziati 192 milioni per le case popolari e 137 per la manutenzione delle strade mentre per gli interventi al demanio e agli edifici pubblici ci sono 116.2 milioni. Ci sono poi 110 milioni per i parchi, 106 per il trasporto pubblico, 87 per i musei e 84,7per i teatri. Cospicui anche gli investimenti per gli impianti sportivi (66,3 milioni), ai quali si sommano i fondi per le Olimpiadi Invernali del 2026. Infine, l’efficientamento energetico (38,6 milioni), le piste ciclabili (28), biblioteche (20,5), pulizia (16,3), mercati coperti (7,2) e telecamere e punti luce (5,4)

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