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12. 05. 2021 23:10

Malasanità, una piaga tutta italiana: «Tuteliamo i diritti del malato»

Daniele Viola è il fondatore del “Portale sulla malasanità e tutela del malato”: l'intervista

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Ogni anno in tutta Italia sono mediamente 34mila le denunce per malasanità, molto poche rispetto ai circa 320mila casi accertati. Per aiutare pazienti e familiari vittime di questi episodi a Milano è nato il “Portale sulla malasanità e tutela del malato”. Dopo dieci anni di attività questa realtà conta oggi 50 sedi sul territorio nazionale e 30 avvocati impegnati nel tentativo di fare giustizia. Come racconta a Mi-Tomorrow il fondatore, Daniele Viola.

Come è nato questo portale?

«Questa realtà è stata fondata nel 2011 in seguito alla necessità di tutelare i diritti del malato. Abbiamo voluto dare vita a un portale di riferimento con sedi territoriali distribuite a livello italiano. Negli Stati Uniti erano già diffusi da anni siti di questo genere, che fanno riferimento a studi legali affermati. Così dopo alcuni viaggi a New York e San Francisco è nato anche in Italia www.RisarcimentoSalute.it».

Come funziona il servizio?

«Dare una prima consulenza legale senza impegno a chi necessita di far valere i propri diritti è il primo obiettivo. Dopo una grossa scrematura portiamo avanti solo i casi di malasanità ed errore medico meritevoli e con una perizia medico legale. Inoltre valutiamo i casi di malattia professionale per i lavoratoti che hanno contratto tumore da amianto tossico, dopo aver lavorato in aziende che non li hanno tutelati>.

Quante persone vi cercano mediamente ogni anno?

«Fra passaggio all’info point della sede centrale di Milano e le richieste al sito in tutta Italia abbiamo circa duemila segnalazioni o richieste di informazioni annue».

Quali sono le richieste più frequenti?

«Indubbiamente quelle ortopediche, poi le mancate o errate diagnosi (per esempio tumorali), le infezioni contratte in ospedale e ultimamente informazioni varie sul Covid».

Alla luce della vostra esperienza, quanto è diffusa la piaga della malasanità in Italia?

«I medici italiani sono molto bravi, ma i continui tagli alla sanità li hanno fatti lavorare in condizioni difficili negli ultimi anni. Un esempio: se ci sono due dottori bravissimi al pronto soccorso ma arrivano venti utenti i due dottori possono fare un errore per mancanza di personale attorno a loro che li assista e velocizzi gli interventi urgenti».

Com’è, in particolare, la situazione a Milano e in Lombardia?

«Molti si operano in Lombardia e a Milano specialmente, questo implica un numero percentuale maggiore di casi di malasanità rispetto a cittadine piccole del centro Italia, dove si hanno molti meno interventi. Sbagliare è umano».

Una volta ricevuta la segnalazione, come vi muovete?

«Il legale approfondisce il caso visionando la documentazione e valutando senza impegno il caso».

Mediamente quanti cittadini, sul totale delle segnalazioni, riescono a ricevere giustizia ogni anno?

«Prendendo solo i casi certi con perizia firmata da un medico legale, una buona percentuale ottiene il risarcimento in quanto già noi scremiamo già l’80% delle richieste non ritenendole fondate o troppo rischiose per fare causa».

Ci racconta un caso che le è rimasto particolarmente impresso?

«Ricordo bene la pinza di 15 centimetri dimenticata nell’addome del paziente vivo per miracolo a Firenze».

Ci racconta invece un aneddoto particolare?

«Non posso dimenticare la morte di un lavoratore per tumore al polmone dopo aver lavorato per anni vicino all’amianto senza nessuna tutela per la sua salute da parte della sua azienda. Mi chiedo ancora come sia possibile».

La legge italiana tutela abbastanza i pazienti e le loro famiglie?

«La normativa sulla responsabilità medica è stata riformata con la legge Gellli nel 2017 e inoltre l’Italia è uno paesi europei nei quali la vita vale di più nelle tabelle in caso di risarcimento».

Cosa bisognerebbe fare per migliorare la situazione?

«Sicuramente occorrerebbe investire molto di più nella sanità e velocizzare ulteriormente la giustizia italiana».

Come sta incidendo il Covid?

«Sul Covid stiamo prendendo le distanze a livello di cause legali verso gli ospedali perché ritengo che in un momento pandemico in cui i medici stessi muoiono e rischiano la vita i camici bianchi vadano aiutati in ogni modo. Per quanto riguarda le Rsa, va approfondita la vicenda visti tutti i decessi avvenuti. Bisogna capire se siano state rispettate tutte le linee guida previste».

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