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03. 03. 2021 19:36

Cercasi Recovery Fund: Milano attende i fondi europei, ma come li investirà?

Milano attende i fondi europei per ripartire, ma le destinazioni dividono gli schieramenti: la doppia intervista di Mi-Tomorrow

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Milano attende fondi dell’Europa da due piani diversi. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento creato per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19: il 12 gennaio 2021, il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta che al momento è all’esame del Senato della Repubblica. I Fondi strutturali e d’investimento europei (SIE) sono gestiti congiuntamente dalla Commissione europea e dai paesi dell’UE: si concentrano su cinque settori e servono a effettuare investimenti per creare posti di lavoro e un’economia e un ambiente sani e sostenibili.

DE PASQUALE, FI: «Nuova linea tra Abbiategrasso e San Donato»

Spirito collaborativo per portare i fondi europei a Milano ma precise indicazioni su come dovranno essere spesi. Per Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, il centrodestra è pronto a ribadire l’impegno su un tema che reputa decisivo per il rilancio della città.

fabrizio de pasquale ciclabile

Il fatto che Forza Italia sia al Governo rafforza la vostra posizione europeista?
«E’ un posizione che avevamo anche prima del governo Draghi, ricordo che, su nostra richiesta, si è svolto un consiglio comunale straordinario per affrontare il tema della dei fondi Europei in cui è stato affidato il mandato alla giunta di presentare i programmi per la città».

Come andrebbero investiti i fondi europei?
«Abbiamo indicato tre priorità: il collegamento tra la centrale termoelettrica di Cassano d’Adda con Milano per potenziare il teleriscaldamento e, al tempo stesso, contrastare l’inquinamento, la creazione di una nuova linea della metropolitana».

Dove dovrebbe passare?
«Pensiamo che sia necessario istituire un collegamento tra Abbiategrasso e San Donato che passi per il Vigentino, i quartieri del sud, la Fondazione Prada».

Terzo obiettivo?
«Le case popolari».

C’è possibilità di accordo con la maggioranza?
«Sul teleriscaldamento c’è la contrarietà di qualche verde e di qualche grillino, per il resto mi sembra che ci sia la condivisione. Sulla nuova metro non saprei, bisogna tenere presente che l’amministrazione coltiva anche l’ipotesi di un’altra nuova linea, ovvero la 6, che collegherebbe Quarto Oggiaro con il sud della città mentre sulle case popolari siamo d’accordo».

Questo governo sarà più attento a Milano?
«Credo che presterà alla nostra città maggiore attenzione di quello precedente che era romanocentrico, adesso ci sono diversi ministri lombardi di Forza Italia e della Lega».

Come prosegue l’impegno di Forza Italia per i fondi Ue?
«Chiederemo lo svolgimento di un altro consiglio prima della fine del mandato».

PACENTE, PD: «Fuorviante fare oggi la lista della spesa»

A Palazzo Marino è presidente della Commissione Affari Internazionali Post Expo Politiche Europee, a Bruxelles è membro del Comitato europeo delle Regioni: Carmine Pacente è tra i più titolati a rispondere sui fondi Ue.

Partiamo dal Recovery Fund: quali sono le prospettive per Milano?
«Non sappiamo ancora quale sarà l’orientamento del nuovo Governo sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare rispetto alla bozza del 12 gennaio sulla quale ci sono diverse cose da dettagliare e da migliorare».

Quali punti sono da precisare?
«Bisognerà, per esempio, identificare un cronoprogramma più puntuale. Ma soprattutto bisognerà definire la governance cioè da chi e in che modo saranno gestite le risorse, dettagliare l’impatto atteso degli interventi proposti».

L’aspetto più delicato?
«L’erogazione dei fondi è subordinata alle riforme, in particolare della pubblica amministrazione e della giustizia come è ampiamente noto; è un passaggio cruciale. Ma bisognerà iniettare anche elementi di concorrenza nel nostro sistema».

E’ prematuro ipotizzare quanti fondi arriveranno a Milano dal Recovery Fund?
«Più che prematuro ritengo sia un esercizio inutile, se non addirittura fuorviante per i cittadini, citare una lunga lista della spesa o un libro di desideri».

Con i Fondi strutturali si possono fare previsioni più sicure?
«Qui il percorso negoziale è in fase più avanzata. Sono a oggi previsti, per esempio, interventi per l’inclusione sociale e la transizione energetica per una città come Milano».

Quale sarà l’entità?
«Se il nuovo Esecutivo non modificherà l’impianto attuale, per i Fondi strutturali è realistico immaginare che la nuova amministrazione avrà a disposizione 3-4 volte l’importo di cui ora disponiamo ora: potremmo avere dai 120 ai 150 milioni e almeno una metà dovrà essere utilizzata subito, nel biennio 2022-2023».

Sono fondi che saranno utilizzati tutti in investimenti?
«La bozza attuale del Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede che il 70 per cento vada destinato agli investimenti. Vedremo se e cosa cambierà».

In breve

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