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29. 09. 2021 05:10

Zona arancione, la Lombardia non rinuncia al Tar: «Avanti contro le decisioni inique»

Non si placa la polemica tra il Pirellone ed il ministero della Salute: il punto

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La Lombardia entra ufficialmente in zona arancione, ma non si placa il giro d’accuse tra il Governo e la Regione. Al centro sempre quella famosa comunicazione errata dei dati riguardanti dell’indice Rt. Nessuno sembra intenzionato a dichiarare le proprie colpe. Così ieri sera il presidente Fontana e il suo vice Moratti hanno presentato una conferenza stampa in cui hanno ribadito per l’ennesima volta la propria trasparenza e correttezza.

La conferenza. Speranza proprio nella giornata di ieri, al momento della firma della nuova ordinanza, ha messo nero su bianco su un verbale l’ipotetico errore dei tecnici del Pirellone.

ministro speranza
ministro speranza

«La Lombardia ha trasmesso dati errati poi rettificati — spiega il ministro della Salute Roberto Speranza —. La relazione dell’Istituto Superiore di Sanità è chiarissima. La Regione Lombardia, avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa».

Fontana passa all’attacco e punta il dito contro Roma. «Se siamo diventati arancioni da oggi si deve al fatto che abbiamo contestato noi conteggi fatti dalla cabina di monitoraggio del governo – afferma il governatore -. Noi non abbiamo mai sbagliato a dare i nostri dati. Abbiamo solo implementato numeri già forniti».

A fargli eco anche Letizia Moratti: «Prima di prendere decisioni io sono abituata a studiare i dati e ad approfondirli. Mi sono accorta da subito che mancava coerenza tra quell’Rt di 1,40 e le nostre simulazioni. Per questo ho chiesto un confronto tecnico e leale. Ma nessuno ha accettato di aspettare 48 ore prima di mandarci in zona rossa. Poi hanno capito di aver sbagliato».

Ricorso al Tar. Il botta e risposta tra Regione e Governo finirà comunque sui banchi del Tar, nonostante il dietrofront e l’ingresso in zona arancione. «È possibile che anche i dati di altre regioni siano sbagliati, ma non è un mio problema – ribadisce Fontana -. Noi non rinunceremo a quel ricorso, impugneremo anche il verbale di Cts, Cabina di regia quando parlano di rettifica. Ammettere di aver sbagliato? Non lo farò mai, perché non è vero».

Insomma la partita è ancora aperta. Se il Tar dovesse dare ragione alla Lombardia si aprirebbe però un precedente pericoloso che metterebbe in discussione l’intera sistema di monitoraggio e potrebbe portare a nuove rivendicazioni da parte di tante altre Regioni.

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