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25. 01. 2022 18:30

Venezia 78, Mi-Tomorrow racconta i film in gara

Il parere del nostro inviato a Venezia sulle pellicole in concorso

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Mi-Tomorrow è presente per la prima volta alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia. Ecco le nostre opinioni su alcuni dei principali film della Rassegna.

COMPETENCIA OFICIAL (CONCORSO)

TRAMA -Alla ricerca di riconoscimento e prestigio sociale, un uomo d’affari miliardario decide di fare un film che lasci il segno. Per riuscirci, assume i migliori: un cast stellare formato dalla famosa regista Lola Cuevas e da due rinomati attori, entrambi di enorme talento, ma con un ego ancora più grande: Félix Rivero, attore hollywoodiano, e Iván Torres, illustre interprete del teatro radicale. Entrambi delle leggende, ma non proprio in buoni rapporti. Attraverso una serie di sfide sempre più eccentriche lanciate da Lola, Felix e Iván devono confrontarsi non solo l’un l’altro, ma anche con il loro lascito artistico.


Gaston Duprat e Mariano Cohn non deludono mai. Il tandem argentino con Competencia oficial sforna un’altra commedia irresistibile, con una sceneggiatura di ferro. Un film pungente, che accende i riflettori sulle relazioni tra registi, attori e pubblico senza mettere in discussione il suo lato comico. Attenzione però: tante risate, ma anche riflessioni acute e da approfondire. Un ulteriore salto di qualità dopo Il cittadino illustre e Mi obra maestra, merito anche del meraviglioso trio Penélope Cruz, Antonio Banderas, Oscar Martínez.

VOTO: 8

BECOMING LED ZEPPELIN (FUORI CONCORSO)

TRAMA – Becoming Led Zeppelin è un film che nessuno pensava si sarebbe potuto mai realizzare. L’ascesa alla celebrità della band fu rapidissima e praticamente non documentata. Grazie all’accesso esclusivo al gruppo e ai suoi archivi personali, al pieno sostegno della band e alla disponibilità di filmati mai visti prima, Becoming Led Zeppelin vi immergerà nelle immagini e nei suoni dei loro esordi. Per tutti i milioni di persone che non vedranno mai la band dal vivo, questa è l’esperienza che più si avvicina alla partecipazione a un loro concerto. Prima di Starway to Heaven e della chitarra Dragon, prima dei dischi d’oro e delle ragazze, c’erano semplicemente quattro uomini e il loro amore per la musica.

Becoming Led Zeppelin ci svela i loro percorsi individuali mentre si muovono sulla scena musicale degli anni Sessanta, suonando alcuni dei più grandi successi dell’epoca nei piccoli club della Gran Bretagna, finché nell’estate del 1968 si incontrano per provare insieme e le loro vite cambiano per sempre. I quattro percorsi si fondono in uno quando partono alla conquista dell’America in un giro sulle montagne russe che culmina nel 1970, nel momento in cui diventano la band numero uno al mondo.

Negli ultimi anni i documentari musicali hanno raccolto sempre ottimi riscontri e per questo motivo ne sono stati prodotti sempre più. Con Becoming Led Zeppelin c’è un oggettivo salto di qualità. Bernard MacMahon trasforma il doc in un musical, intrecciando le quattro storie dei membri del gruppo prima e dopo la formazione della band. E di più: sono proprio loro a raccontare la storia della band, con musica e immagini che formano un tutt’uno, andando a ripescare filmati inediti o di repertorio per legare le canzoni ai luoghi in cui furono create e agli eventi che le ispirarono. I fan dei Led Zeppelin canteranno a squarciagola per 137′, garantito.

VOTO: 7

SUNDOWN (CONCORSO)

TRAMA – Dal regista e sceneggiatore Michel Franco arriva una scossa improvvisa e ricca di suspense: Alice e Neil Bennett sono il cuore di una ricca famiglia inglese, in vacanza ad Acapulco con i giovani Colin e Alexa, finché un’emergenza arrivata da lontano non interrompe il loro viaggio. Quando si sconvolge un saldo ordine familiare, vengono allo scoperto tensioni inaspettate.


Michel Franco è uno dei registi messicani più interessanti dell’epoca contemporanea e Sundown ci spiega ancora una volta perchè. A un anno di distanza dal provocatorio Nuevo Orden, ecco un dramma spietato, nichilista e senza vie di mezzo. Un film che sfida lo spettatore, lo mette in difficoltà, lo costringe ad aspettare prima di arrivare alla costruzione del puzzle. Tim Roth gigantesco.

VOTO: 7,5

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