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22. 05. 2024 12:57

Endless dagli Uffizi di Firenze al Salotto di Milano, nuova mostra dello street-artist britannico

Presenta al grande pubblico le sue opere più rappresentative

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Nuovo appuntamento milanese per la galleria Cris Contini Contemporary che torna in Italia con un’altra dirompente mostra dello street-artist britannico Endless, che presenta al grande pubblico le sue opere più rappresentative.

Endless, la mostra

Endless the Icons in Milan” è il titolo della mostra curata da Simona Gervasio che verrà ospitata negli spazi de Il Salotto di Milano di Corso Venezia 7 dal 24 maggio al 30 giugno durante la quale verrà lanciato il primo catalogo del percorso artistico di Endless: “Endless Vol.1”, meraviglioso coffee table book brossurato di 260 pagine illustrate, presentato dal Prof. Pasquale Lettieri.

Endless
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Endless, la storia

Endless, che negli ultimi anni ha visto crescere la sua notorietà diventando il primo street-artist a far parte della prestigiosa collezione permanente delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, espone ora 22 fra i suoi lavori più iconici, che ripercorrono i temi chiave del suo linguaggio artistico.

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La mostra ripercorre in modo cronologico opere come la celebre “Chapel”, simbolo iconografico del luogo sacro del consumismo, le “Worships”- adorazione – delle nuove dee iconiche della moda come Cara Delevingne e Naomi Campbell e “Endless Transfiguration” la rappresentazione dell’uomo e della donna presentate al pubblico internazionale in occasione della partecipazione dell’artista alla 59° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia come primo street artist all’interno di un Padiglione nazionale. Ovviamente non può mancare “Lizzy Vuitton”, simbolo iconico per eccellenza e masterpiece dell’artista.

Le parole di Endless

«Uso i marchi e i loghi come commento alla cultura moderna e mai come una critica. Prendo semplicemente quello che vedo nel mondo e lo riconfiguro, per dare un senso, ma non in modo negativo», ha commentato Endless. «Lo stile di Endless vuole essere una rivisitazione del consumismo di questa società in cui l’immagine prevale su tutto, riletta in chiave Street Art», ha aggiunto la curatrice Simona Gervasio.

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