milanomafia
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«Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene». Per tanto tempo le parole non dette e i silenzi hanno ucciso più di tanti attentati. E questo Paolo Borsellino lo sapeva bene. Le sue parole sono lo specchio dove riflette e nasce MilaNOmafia, la mostra allestita al WOW – Spazio Fumetto di viale Campania che fino al 5 maggio, attraverso tavole originali, albi e volumi a fumetti, racconta le donne e gli uomini che hanno impegnato la loro vita per la lotta contro la mafia.

Giuseppe Cassata, presidente dell’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli, è tra gli organizzatori dell’iniziativa fatta di incontri, laboratori e proiezioni. Il tutto pensato per incontrare famiglie e ragazze e raccontare i veri eroi di oggi e di ieri attraverso il linguaggio unico della fumettistica.

Cassata, come nasce questa mostra?
«La mostra arriva da un percorso di quattro anni che ha visto dei progetti di legalità all’interno delle scuole, a partire da una mostra di fumetti dal titolo 1, 10, 100 agende rosse. Pensiamo che nel nostro Paese ci sia stata solo la più famosa agenda rossa, quella di Paolo Borsellino: in realtà sono state tantissime, in ogni episodio legato alla mafia c’è un attività di depistaggio, di negazione della verità, che si fatica a conquistare. Vogliamo fare tutto questo incontrando gli studenti perché abbiamo un ritardo culturale su questo tema e da loro vogliamo partire».

Che obiettivo ha MilaNOmafia?
«Oggi stiamo raccogliendo tantissime emozioni e ci siamo presi un impegno importante, quello di arrivare al 5 maggio con una copertina e alcune tavole di un fumetto nuovo che contiamo di presentare nella rassegna del 2020. Un fumetto che racconterà la storia di Attilio Manca, il chirurgo che ha operato Bernardo Provenzano e che quando ha scoperto chi era il suo paziente è stato “suicidato”. Vogliamo aggiornare la storia dei fumetti dedicati alla mafia, raccontando la difficoltà di raggiungere verità e giustizia».

Ci sono tante le iniziative e gli eventi legati alla mostra.
«Siamo partiti con due importanti testimonial come Ficarra e Picone che hanno presentato un cortometraggio da loro prodotto, Processo a Chinnici. Abbiamo proseguito presentando il fumetto su Peppino Impastato e la mafia spiegata ai bambini, quello dedicato a Mauro Rostagno e Ilaria Alpi e il 30 marzo scorso, alla presenza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, abbiamo svelato il fumetto Salvezza».

Qual è la percezione dei ragazzi della mafia qui a Milano?
«Dobbiamo solo parlarne perché la percezione che abbiamo noi è che non ci sia la consapevolezza che la mafia è penetrata nel tessuto sociale della nostra città e dell’hinterland, ne parliamo così poco. Nelle scuole incontriamo la tendenza a coprire queste informazioni perché vogliamo proteggere i nostri ragazzi, ma questo genera una disinformazione incredibile: basta pensare come sono organizzati i libri scolastici».

La storia a scuola può davvero fare a meno di raccontare la mafia?
«Direi di no, anche se un volume di terza media oggi dedica solo 18 righe alla malavita organizzata, citando una sola volta il termine “mafia”, nelle ultime pagine. Un ragazzino di terza media non ha possibilità di sapere cosa sia la mafia perchè mai nessuno gliene parla. Culturalmente è estremamente grave: la mafia è tutti i giorni presente nel quotidiano e da lì occorre partire, dalle piccole cose. Parlandone».

Da martedì a venerdì

dalle 15.00 alle 19.00,

sabato e domenica fino alle 20.00

WOW – Spazio Fumetto

Viale Campania 12, Milano

Ingresso libero


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/