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16. 06. 2024 10:45

Cani e gatti, come tutelarli in Fase 2 tra vecchie e nuove abitudini

Coccolati e protetti in lockdown , ora gli animali da compagnia rischiano il contraccolpo. Tra i consigli c’è quello di portare Fido il più possibile a contatto con i propri simili

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Hanno cambiato completamente la loro routine e, improvvisamente, si sono ritrovati in perenne compagnia. Coccolati e protetti dalla presenza costante dei loro proprietari, costretti in casa dal coronavirus. Adesso, con l’avvio della Fase 2, gli animali da compagnia rischiano di subire il contraccolpo. Di trovarsi di nuovo soli per lunghe ore, senza capirne il motivo. Per questo ora più che mai è necessario seguire qualche regola per riabituare cani, gatti e altri pet alla vita precedente.

 

 

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Cani e gatti, come tutelarli in Fase 2 tra vecchie e nuove abitudini

Quella che, dopo due mesi di lockdown, hanno ormai dimenticato. Ad assicurarlo sono anche gli esperti. Come per esempio Roger Mugford, conosciuto per essersi occupato dell’addestramento dei Corgi della regina Elisabetta: «I quattro zampe, viziati durante questo periodo, potrebbero soffrire quando i loro amici torneranno al lavoro», spiega. Il disturbo principale potrebbe essere uno stato di ansia da separazione. Che normalmente si manifesta con atteggiamenti di regressione, l’eccessivo abbaiare, la masticazione di oggetti o i tentativi di fuga. Come fare per evitare che tutto questo accada?

Nuove abitudini. La prima cosa da fare è preparare gli animali per tempo, lasciandoli nuovamente un po’ più da soli, per riabituarli gradualmente alle assenze. Questo servirà soprattutto al cane, visto che il gatto è più indipendente per natura. Naturalmente, sono sempre graditi i piccoli premi, chiamati “rinforzo positivo” tipo il croccantino concesso all’animale perché ha avuto un atteggiamento corretto. In questo modo per lui sarà più facile capire e accettare la nuova situazione. Importante è anche ristabilire una routine che ricordi sempre di più quella che l’animale aveva prima della quarantena. Senza naturalmente rinunciare a godere della loro compagnia quando il tempo libero lo permette.

Come prima. Bisogna poi considerare che anche i cani ha trovato confortante il silenzio degli ultimi mesi. Per permettergli di riabituarsi al traffico e ai rumori della città, appena possibile, è bene iniziare a portare gli animali in quei luoghi rumorosi che prima si davano per scontati: il bar, il ristorante, un negozio. Inoltre, Fido dovrà familiarizzare nuovamente con i mezzi di trasporto, a partire dall’automobile: tenendo i finestrini aperti il cane potrà riabituarsi agli odori della strada e ai suoi rumori.

Vita sociale. Un altro consiglio è permettere agli amici a quattro zampe di tornare in contatto con i propri simili, naturalmente rispettando il distanziamento sociale imposto agli umani. Per questo può essere utile usare un guinzaglio di due o tre metri regolabile, con anelli, da allungare quando vuole conoscere un altro cane e da tenere a circa un metro e mezzo quando si passeggia normalmente. In questa fase è importante rispettare i tempi e le emozioni del cane, senza forzarlo ad avvicinarsi agli altri. Inoltre, è importante lodarlo con voce tranquilla quando annusa un altro cane o una persona. Il suo padrone è molto importante per lui e ha la possibilità di condizionarlo emotivamente a essere più calmo e aperto a socializzare.

Via libera a cure e prevenzione

Con la Fase 2 è fondamentale tutelare la salute degli animali di casa, recuperando la continuità di cure e controlli. A ribadirlo sono i medici veterinari che ricordano come i prossimi saranno mesi cruciali per il benessere animale alla luce di rischi che l’emergenza da Covid-19 non deve farci dimenticare. Ecco perché le profilassi vaccinali e antiparassitarie devono essere garantite, sia per prevenire le zoonosi, sia per assicurare ai cani e ai gatti le protezioni necessarie da parassiti interni ed esterni.

Salute. La Fase 2 è anche la fase più appropriata per verificare lo stato di salute degli animali da compagnia dopo 65 giorni di compressione forzata anche delle loro esistenze. Naturalmente tutto questo richiederà un maggior grado di relazione fra medici e clienti, unito al più alto livello di bio sicurezza realizzato nelle strutture veterinarie, ambienti classificati “a rischio basso” sia perché non sono luoghi a libero ingresso sia perché il paziente animale non rappresenta di per sé un elemento di rischio, non essendo veicolo di trasmissione del virus.

Veterinario. Portare il proprio pet dal veterinario è comunque sempre giustificato per motivi di salute dell’animale, come ha ricordato la direzione generale della Sanità animale del ministero della Salute.  Gli spostamenti sono quindi consentiti non solo per i casi di emergenza e urgenza, ma anche per la continuità degli interventi, per profilassi vaccinali, protezioni antiparassitarie, visite e controlli, esami diagnostici, terapie di inizio e di continuità, prevenzione della riproduzione incontrollata e delle patologie alimentari e visite comportamentali.

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