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22. 01. 2022 18:00

«Occhio al build to rent», l’esperienza di GVA Redilco & Sigest

È la nuova frontiera quella del “comprare per affittare”: ne è certo Giuseppe Amitrano, che presenta il rebranding di GVA Redilco & Sigest

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Nelle case di nuova costruzione ci saranno spazi di coworking, wellness e palestra, così come nelle nuove location degli uffici, che devono offrire anche aree hospitality, mentre la logistica diventa lo spazio del nuovo modo di fare acquisti. Ibridazione ovunque. Questi, in estrema sintesi, alcuni dei punti chiave del rebranding di GVA Redilco & Sigest, una delle più importanti realtà italiane attive nel settore della consulenza, dell’intermediazione e dei servizi immobiliari integrati.

GVA Redilco & Sigest: nuova frontiera del “comprare per affittare”

Dopo un’importante campagna di comunicazione, che ha visto il brand sponsorizzare l’albero di Natale in piazza Duomo e campeggiare su maxi cartelloni che svettano in cima alla Torre Velasca e al grattacielo della Terrazza Martini in piazza Diaz, ecco svelato il nuovo nome e la nuova corporate identity: «È un momento importantissimo per la nostra azienda perché dopo 50 anni ne cambiamo il nome, ma i cambiamenti non riguardano solo del brand, bensì il modo di pensare. It’s time to imagine your future space è il claim che rispecchia un’esigenza partita dal basso: noi facciamo immobiliare, una industry che vale 270 trilioni di dollari nel mondo, ma è ultima per innovazione». Così Giuseppe Amitrano, ad di Dils, il nuovo nome di un’azienda che in questa parola vuole ricordare deals, ovvero gli accordi, con uno spirito iniziale che guarda al domani.

La città del futuro. «Abbiamo chiesto a 5 artisti: come immagineresti la città del futuro? E ciascuna delle loro opere – spiega Amitrano – l’abbiamo proiettata ogni due giorni sulla facciata del grattacielo che si affaccia su piazza Diaz, per andare oltre il real estate e cercare di rispondere ad alcune domande». Si tornerà in ufficio? «Ci sarà un ritorno fortissimo a partire dal prossimo anno, ma gli uffici saranno molto diversi, è il trend che ce lo dice, quello delle transazioni che sono già state chiuse ad oggi». La logistica? «Record di sempre di spazi in Italia, un vero e proprio boom legato al nuovo modo di fare acquisti».

L’abitare? «In espansione anche il mondo del residenziale, perché le persone hanno voglia di cambiare le abitudini di vita, unendo smart working e wellness». Il nuovo trend a Milano? «Il build to rent, comprare per affittare e l’aumento dei prezzi è la conseguenza della scarsità di spazi. Il grosso concorrente degli hotel sarà il residenziale d’affitto e credo che i grandi gruppi internazionali entreranno nel settore del long e short rent, per offrire un servizio come in albergo, che possa offrire anche spazi di smart working e welness».

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