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01. 12. 2022 07:55

Area B e C Milano, il necrologio della polizia: «È morto il dialogo»

Dal 17 ottobre i manifesti compariranno sui muri della città

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«Il sindaco ci nega anche il confronto. Un’Amministrazione comunale seria avrebbe previsto da sola che i poliziotti e le Forze dell’ordine tutte potessero arrivare a lavorare per la città, dati i turni di lavoro e le esigenze di quotidiana imprevedibilità del nostro lavoro». È la protesta contro le decisioni del Comune di Milano su Area B e Area C del sindacato FSP Polizia di Milano.

FSP, duro attacco a Sala

«Sala Sindaco invece afferma che siamo una categoria come tutte le altre – prosegue il sindacato -, aggiungendo al rifiuto di incontrare i rappresentanti sindacali dei poliziotti anche l’insulto dell’arroganza di chi vive nella propria autoreferenziale “Area C”, l’area “qui Comando io”», tuonano le Forze dell’ordine.

I manifesti

Dal 17 ottobre, quindi, i milanesi troveranno sui muri della città un necrologio sulla ‘dipartita’ del dialogo con l’Amministrazione sul tema Area B e C. Un necrologio «che FSP Polizia di Stato di Milano ha regolarmente pagato affinché venga affisso, così che anche i cittadini siano informati e conoscano il volto di questa Amministrazione Comunale».

Area B e C, il sindaco va avanti

Dal canto suo Sala non è intenzionato a cambiare strategia su Area B e C. «In Italia siamo tutti un po’ ambientalisti alla macchina del caffè, e dopo facciamo fatica a cambiare – ha detto intervenendo al Festival delle città -. È anche evidente che non c’è una singola decisione presa per migliorare l’ambiente che non comporti un impatto sociale».

«La politica deve prendere decisioni»

Con i nuovi divieti in vigore in Area B «capisco che in tanti mi dicano che non hanno i soldi per cambiare la macchina e che bisognerebbe aspettare altri momenti – ha aggiunto Sala – ma il momento giusto non ci sarà mai». La politica, secondo il sindaco, «deve prendere decisioni. Credo che noi politici, in questa fase – ha concluso – dobbiamo essere più bravi, decisi e coerenti perché i tempi lo richiedono. Dobbiamo essere capaci di decidere».

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