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22. 05. 2024 12:38

Carriera alias all’Università Statale di Milano: studenti e docenti potranno usare un nome di elezione

Per attivarla non sarà più necessaria nemmeno una lunga trafila burocratica

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Un passo avanti nei confronti della comunità LGBTQ+: il Senato accademico dell’Università degli Studi di Milano ha approvato un regolamento che permette la carriera alias a studenti, docenti e personale tecnico. Ciò vuol dire che da questo momento in poi le persone transgender potranno usare un nome d’ elezione scelto da loro stesse, diverso da quello anagrafico.

Carriera alias alla Statale di Milano

Chiara Azzolin di Studenti Indipendenti, senatrice accademica, ha fatto sapere con grande orgoglio che i vertici dell’Università Statale di Milano hanno preso questa importante decisione, per andare incontro alle esigenze di diverse persone all’interno dell’ateneo. «Lo annunciamo con grande emozione – ha sostenuto – oggi la Statale ha finalmente approvato un Regolamento che permette l’attivazione della carriera alias senza la necessità di presentare alcuna certificazione di incongruenza di genere».

Per cambiare nome rispetto a quello registrato all’anagrafe e utilizzarlo all’interno dell’università non servirà perdersi nella burocrazia. «Per attivare la carriera alias era necessario presentare un certificato di incongruenza di genere, rilasciato solo tramite un percorso psicologico o psicoterapeutico del tutto inopportuno, dal momento in cui nel 2018 l’incongruenza di genere è stata depatologizzata dall’Oms», ha commentato la consigliera d’amministrazione Flavia Faccini. Ma ora tutta questa trafila non sarà più necessaria.

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 carriera alias
Carriera alias

«Inoltre, questo certificato non viene rilasciato a persone non binarie o che non vogliano intraprendere una transizione di genere. Per giunta, un percorso psicologico o psicoterapeutico ha un peso economico impegnativo ed escludente, ed è spesso percepito più come fonte di disagio, che di supporto dalle persone che ne prendono parte», ha spiegato Flaccini.

«Questo regolamento non è un punto d’arrivo, ma un importante passo verso la piena autodeterminazione della persona trans». E infine: «Continueremo a lavorare affinché ci sia maggiore inclusione per le persone non binarie, e un percorso di formazione per tutta la comunità accademica», ha concluso.

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