Monitorare l’aria di Milano non è semplice, ma un aiuto arriva dalla storica centralina Arpa di viale Marche.

 

Un semplice vaso da mettere sul balcone o sul terrazzo di casa per combattere lo smog. Nei mesi scorsi vi avevamo raccontato dell’idea di un gruppo di giovani ingegneri e designer del Politecnico di Milano, che con il loro “Arianna” intendevano sperimentare un sistema innovativo per misurare i livelli di inquinamento dell’aria di Milano.

In realtà, l’attività di controllo dell’aria di Milano è decisamente più complessa, come documentato dalla nostra visita guidata alla centralina Arpa di viale Marche, nel mezzo del traffico della circonvallazione, una di quelle più “storiche” attive a Milano.

«È una postazione di misurazione finalizzata a determinare quelli che sono i parametri tipici dell’inquinamento urbano – spiega i tecnici -. All’interno della postazione troviamo i monitor per la misurazione degli ossidi di azoto e di carbonio.

arpa monitor
arpa monitor

Ci sono anche monitor per la determinazione del benzene e di altri idrocarburi ad esso associati, oltre alla determinazione, in via continuativa, del PN10. I dati vengono raccolti con il dettaglio di due secondi, nel computer locale e trasferiti nel nostro server centrale.

centralina arpa
centralina arpa

Quindi, il risultato di questo lavoro, è una determinazione fatta in maniera continuativa nel tempo con un dettaglio molto alto perché andiamo a determinare i risultati delle misure effettuate da questi apparecchi con una frequenza molto elevata. Il lavoro all’interno della centralina Arpa non si limita alla determinazione ma anche al controllo della stessa: è un lavoro composito fatto da una parte di monitoraggio automatizzato, ma anche di un controllo effettuato dagli operatori». E ancora: «Nel rispetto della normativa, la rete di monitoraggio della qualità dell’aria di Milano è stata configurata per avere una distribuzione quanto più efficace per andare a monitorare i contributi delle varie matrici.

 

Qui ci troviamo in una situazione in cui convergono diverse fonti: il traffico, ma anche il potenziale contributo del sistema di riscaldamento degli edifici presenti».

Viaggio nella centralina Arpa: le fonti

La complessità di Milano, dal punto di vista atmosferico, è data dalla sua posizione nel mezzo della Pianura Padana:

«A causa del bacino padano in cui ci troviamo – aggiungono dall’Arpa – effettivamente rileviamo dei parametri di inquinamento superiori agli standard. È necessario fare qualcosa, ma cosa?

Bisogna considerare quelle che sono le sorgenti: una misurazione completa ci permettere di arrivare a queste ultime, affiancata alla conoscenza dell’inventario delle emissioni.

È inoltre necessario sapere effettivamente la provenienza di questo inquinamento: il traffico è la prima sorgente di ossido di azoto, è sicuramente causata anche dall’usura dei freni e degli pneumatici.

Arpa filtri
Arpa filtri

Il riscaldamento rimane una sorgente non trascurabile, soprattutto se consideriamo le stufe e i caminetti a legna: anche se sono usati da una piccola percentuale di popolazione, contribuiscono all’emissione se l’apparecchio non è di alta qualità. Non ci sono solo queste due: l’attività industriale continua a dare il suo contributo, ma anche l’agricoltura.

Qui non godiamo della bellezza dei campi, ma subiamo anche in queste zone l’effetto dell’ammoniaca che si trasforma e si unisce ai derivati degli ossidi di azoto e forma particolato. Se andiamo a considerare le sorgenti, troviamo anche attività come le pizzerie, spesso sottovalutate».


Scatola nera anche in Area B: ecco la deroga a chi installa Move-in

La scatola nera di Move-in, il sistema sperimentale che monitora i chilometri percorsi e permette la circolazione in deroga dei veicoli più inquinanti nelle zone con limitazioni di traffico in Lombardia, si può utilizzare anche per il conteggio delle percorrenze all’interno dell’Area B.

I diesel che installeranno Move-in, invece, potranno circolare, controllati dagli occhi delle telecamere della Ztl milanese, per i seguenti chilometri e senza limiti di orari: Euro 0 per 200 chilometri, Euro 1 per 300 km, Euro 2 per 600 km, Euro 3 per 1.500 km, Euro 4 per 1.800 km. Una volta raggiunto il limite dei chilometri, gli occhi delle telecamere di Area B e la Polizia Locale individueranno eventuali trasgressori.