corpo europeo di solidarieta
corpo europeo di solidarieta

Farà tappa in Regione il Corpo Europeo di Solidarietà, il nuovo progetto dell’Unione Europea. Domani a Palazzo Lombardia (in sala Biagi), a partire dalle 10.00, si farà il punto sull’iniziativa rivolta ai giovani dai 18 ai 30 anni: la possibilità di fare esperienza di volontariato all’estero, per aiutare concretamente popolazioni in Europa.

Per approfondire, analizzare e spiegare questa iniziativa proposta dall’Ue, Europe Direct Lombardia e CSVnet Lombardia hanno deciso di organizzare l’evento di domani.

Per chi aderirà al progetto Corpo Europeo di Solidarietà, l’impegno potrà durare dai due ai dodici mesi e si avrà viaggio, vitto e alloggio gratuito. Sono garantite copertura assicurativa e una formazione specifica, sia prima di iniziare che una volta arrivati a destinazione. Per accompagnare i giovani in tutte le fasi del viaggio, sono attivi in Lombardia diversi CSV del network dei Centri di Servizio per il volontariato.

L’obiettivo dell’iniziativa europea è creare opportunità per i giovani e divenire risorsa per la comunità, otre che «costruire una società più inclusiva, prestare aiuto a persone vulnerabili e rispondere ai problemi sociali, essere promotori “con il fare” dei valori di pluralismo, tolleranza, giustizia, solidarietà e uguaglianza, acquisire o rafforzare competenze e abilità che saranno utili alla crescita personale e professionale».

«La promozione del volontariato, in particolare quello giovanile, è da sempre al cuore delle attività dei CSV lombardi – commenta Attilio Rossato, presidente CSVnet Lombardia -. Così come la valorizzazione di queste esperienze che rappresentano per i giovani delle opportunità di crescita tanto personale quanto professionale, come ci hanno raccontato negli anni i tanti giovani che hanno partecipato a progetti di Servizio Volontario Europeo. Il Corpo Europeo di Solidarietà coniuga infatti la possibilità di fare volontariato, di mettersi al servizio della comunità, di sentirsi cittadini attivi europei e solidali con l’acquisizione di competenze trasversali, soft skills, che spaziano da quelle sociali e civiche, a quelle interculturali. È una grande opportunità per rendere i giovani dei protagonisti attivi e consapevoli nel processo di integrazione europea».


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