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11. 04. 2021 05:44

Achille Lauro e l’imprevedibile Rolls Royce: «A Milano la mia musica è diventata carriera»

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Lauro De Marinis – Achille Lauro – non è il solito artista emergente della scuderia dei nuovi trapper italiani, veri idoli dei teenager. Dopo l’album rivelazione Pour l’amour, approda da esordiente al Festival della Canzone Italiana con un sound rivoluzionario, pronto s lasciare il segno. Ed è già in libreria con Sono io Amleto (Rizzoli editore).

L’Ariston ha il suo sperimentatore tra rap e trap. Quale definizione daresti alla tua musica?

«Mi reputo semplicemente un artista, pronto a sperimentare quotidianamente qualcosa di diverso. È la stessa cosa che succede ad un pittore quando si trova dinanzi ad una tela bianca, non potrà mai dipingere per tutta la vita lo stesso quadro».

Potresti essere la sorpresa del Festival, ci credi?

«Per chi mi conosce già, sa bene che la mia musica è estremamente contaminata. Quello che presento sul palco dell’Ariston, in realtà, prende ispirazione dalle sonorità degli anni Settanta, per creare un nuovo sound in grado di stupire non solo i miei fan, ma l’intero pubblico. Posso definire Rolls Royce una vera scommessa».

Hai girato il video del tuo singolo Thoiry Remix nel centro di Milano. Cosa ti lega a questa città?

«Mi sono trasferito qui da Roma nel 2016. Senza dubbio è il polo centrale dell’attuale musica italiana. Il suo occhio europeo concede tante possibilità per tutti gli artisti in crescita come me, che si ritrovano così agevolati nella costruzione delle proprie idee grazie al sostegno di chi le finanzia».

Qui sei anche cresciuto artisticamente…

«Milano è un terreno fertile su cui costruire, qui la mia musica è diventata effettivamente carriera. In questo contesto la mia vena imprenditoriale è riuscita ad esprimersi al meglio, per le condizioni ottimali che garantisce questa città».

Come biglietto da visita sceglieresti il centro o la periferia di Milano?

«Per presentarmi non basterebbe un quartiere, dato che ho una personalità talmente poliedrica da non riuscire a rilegarla ad una singola definizione. Le mie origini provengono dalla periferia e dall’underground romano, ma il centro di Milano rappresenta il mio presente ed il mio futuro. Una passeggiata in Duomo, ad esempio, è impagabile».

Come vedi il tuo futuro?

«Non sarò mai quel genere di artista che mette i paletti alla sua carriera. Vivo ogni giorno con nuovi obiettivi da raggiungere, senza influenzare la mia arte con le leggi di mercato o di marketing. Attualmente mi ritengo libero di poter fare quello che voglio a livello artistico e continuerò a farlo con fierezza anche dopo Sanremo».

All’Ariston con Rolls Royce

In duetto con Morgan

A Milano domenica 19 maggio al Fabrique


www.mitomorrow.it

www.facebook.com/MiTomorrowOff/

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