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23. 05. 2024 05:49

Donne in Iran, proposta per intitolare una via di Milano alla loro battaglia

Mentre le proteste delle donne in Iran continuano, a Milano è stata un'altra giornata in cui la politica si è schierata dalla loro parte

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Mentre le proteste delle donne in Iran continuano, a Milano è stata un’altra giornata in cui la politica si è schierata dalla loro parte. In particolare, come raccontato da Alessandro Giugni del PD si è tenuto un Consiglio comunale straordinario voluto dalla Presidente Elena Buscemi in cui è stata sentita tramite un collegamento video la Vicesindaca di Francoforte Nargess Eskandri – Gruenberg, nata a Teheran, incarcerata dal regime degli ayatollah, fuggita in Germania giovanissima.

Donne in iran, Alessandro Giungi

«Per il Parito Democratico le ho chiesto dove trovano il coraggio di manifestare le donne iraniane, nonostante le terribili violenze che subiscono quando sono fermate da pasdaran e forze di polizia iraniane. La Vicesindaca mi ha risposto che non riescono più a sopportare 40 anni di mancanza di diritti, senza potersi muovere da sole, di cantare, di divorziare, di curarsi, di fare le magistrate. Le donne in Iran hanno preso il destino nelle loro mani perché vogliono il riconoscimento dei loro diritti».

Donne in Iran e Iman Mahdavi

Non è tutto: è poi stato votato all’unanimità l’ordine del giorno a mia prima firma con cui si chiede che il Comune di Milano aiuti moralmente l’atleta iraniano di lotta Iman Mahdavi, rifugiato a Milano dal 2020, dove vive e lavora a partecipare alle Olimpiadi del 2024 a Parigi. Iman fa parte della squadra olimpica del CIO 4 ha trovato nel Lotta Club Seggiano di Pioltello del Presidente Giuseppe Gammarota, oltre che un luogo dove allenarsi, una famiglia che lo ha “adottato”.

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Donne in Iran, una via a Milano

Da sottolineare infine come le donne e gli uomini di nazionalità iraniana presenti nel pubblico erano molto commossi da tutti gli interventi, a partire da quello del Sindaco, ma soprattutto l’idea di Daniele Nahum che ha proposto di intitolare una via di Milano e di Francoforte alle donne iraniane.

Marge Simpson
Milano, coperto con della vernice nera il murale con Marge Simpson e Khamenei apparso sabato davanti al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran a Milano intitolato “The Final Cut (Milano – 2023-02-06, Maurizio Maule) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Donne in Iran, il murale vandalizzato

E’ durato davvero poco l’ultimo murale dell’autore aleXsandro Palombo che ritraeva Marge Simpson con la testa di Khamenei in mano, davanti al Consolato dell’Iran. Lunedì infatti è comparsa della vernice nera a nascondere non a caso proprio il famoso generale. A denunciare l’imbrattamento è stato direttamente aleXsandro Palombo, che su Instagram ha parlato di “censura talebana”.

Marge Simpson, le parole di aleXsandro Palombo

«La censura talebana è arrivata puntuale anche questa mattina nel centro di Milano ed è la dimostrazione di quanto la dittatura di Teheran abbia paura del potere dell’arte contro un regime che toglie voce al popolo e distorce la realtà. Non sarà la loro vernice nera a oscurare il cammino verso la libertà, proseguiremo a usare il colore per dar luce alla coraggiosa resistenza delle donne iraniane e il diritto alla libertà».

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