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14. 06. 2024 05:29

L’inquinamento a Milano non è in crescita, Sala: «Qualità dell’aria migliorata, ma non basta»

Nessuna grande città, lo scorso anno, ha assistito ad una crescita dei valori di biossido di azoto (N02). Si è invece registrato un decremento delle concentrazioni del particolato Pm10, in particolare a Milano (-20%),

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L’inquinamento a Milano non è in crescita. Così come in molte città italiane. È la prima realizzazione a cui sono arrivati i ricercatori di Kyoto Club e del Cnr, che hanno presentato il rapporto ‘MobilitAria’. Nessuna grande città, lo scorso anno, ha assistito ad una crescita dei valori di biossido di azoto (N02). Si è invece registrato un decremento delle concentrazioni del particolato Pm10 in particolare a Milano (-20%), ma anche a a Roma (-4%), Torino (-12%), Genova (-5%), Bari (-4%), Bologna (-16%), Cagliari (-4%) e Napoli (-4%). In tutte le città numeri decrescenti per il Pm2,5, con picchi di successo a Torino (-23%) e Milano (-17%).

Inquinamento a Milano, aria migliore negli ultimi 20 anni

«Secondo un recente sondaggio oltre il 50% dei milanesi ritiene che la qualità dell’aria a Milano negli ultimi 20 anni sia peggiorata ma non è così, anzi è significativamente migliorata ma dobbiamo fare di più», ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala nel corso della diretta ‘Cose in Comune’, dedicata ai provvedimenti legati alla riduzione del traffico, Area B e Area C. «Sono i dati scientifici che dicono che è migliorata», ha aggiunto. Per esempio il Pm10 «é in significativo calo», negli ultimi vent’anni si è praticamente dimezzato da 59 microgrammi per metro cubo nel 2002 a 32 nel 2023.

Inquinamento a Milano, l’impatto di Area B e C

«E anche a livello giornaliero il numero di giorni di sforamento della soglia limite, si è ridotto del 70%, dal 2002 al 2023 – ha spiegato – ma non siamo ancora nei parametri Ue, che consentono 35 giorni al massimo di sforamento all’anno, noi siamo ancora a 49 giorni». Anche il Pm 2,5 si è ridotto del 47% dal 2007 al 2023. «Bene, ma non basta per la nostra salute,perché molti cittadini chiedono una qualità dell’aria migliore e quindi serve andare avanti». Secondo dati di Arpa e di Regione Lombardia, «a Milano il trasporto stradale rappresenta la maggiore fonte emissiva di Pm10 e di ossido di azoto. Qualcuno dice che é il riscaldamento la maggiore fonte di inquinamento ma non è così. A Milano il Comune non ha più un edificio con una caldaia a gasolio ma sono ancora parecchi nel settore privato».

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Inquinamento a Milano, il confronto

Nella sua diretta social sulle politiche per ridurre il traffico, Sala ha poi messo a confronto le serie storiche sulle concentrazioni estive, cioè dal 15 aprile al 15 ottobre, delle centraline Arpa sugli ossidi di azoto nella città di Milano e nell’area metropolitana. «Fino al 2018 le concentrazioni dentro e fuori Milano sono calate alla stessa velocità – ha detto -. Dal 2018, cioè anno di approvazione di Area B, le concentrazioni dentro Milano sono diminuite con una velocità quasi doppia, fino ad arrivare al 2023 in cui il livello in città è minore rispetto alla gran parte del territorio che la circonda. Un dato molto significativo – ha concluso Sala -, io non so quanto abbiamo messo a fuoco che con questa nostra azione la qualità dell’aria a Milano sta migliorando decisamente di più. Cioè il 50% in più che nel resto del territorio».

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