Ciclochard
Ciclochard

Una realtà nata da poco è Ciclochard. Alcuni ragazzi della parrocchia di Santa Maria Del Rosario in zona Solari facevano parte del gruppo Adelphoi che tutti i venerdì sera girava (e gira ancora) per il centro di Milano per scambiare due parole con i senza tetto.

 

«In quella zona ci sono già diverse associazioni che assistono i clochard offrendo loro cibo e coperte e altre che si occupano di reinserimento lavorativo – racconta a Mi-Tomorrow Chiara Mantellini, studentessa di filosofia e presidentessa di Ciclochard –, ma secondo noi mancava un passaggio in mezzo. Chi vive in strada da diversi anni difficilmente ha ancora la spinta a cambiare vita: non ha la voglia né la capacità di andare ad uno sportello del Comune per farsi aiutare a trovare un lavoro.Così abbiamo pensato di insegnare loro un “lavoretto”».

Essendo tutti ragazzi adolescenti o poco più, ma accomunati dalla passione per la bicicletta, Chiara e gli altri hanno allora pensato di aprire una ciclofficina dove impiegare alcuni dei senza dimora che avevano conosciuto.

Ciclochard: c’è Antonio

«Fondata l’associazione CIclochard, a fine 2018 abbiamo aperto il primo spazio al CAM (Centro Aggregativo Multifunzionale, ndr) in zona Barona. Con l’aiuto di altre ciclofficine di Milano abbiamo ricevuto lezioni di meccanica e i primi pezzi di ricambio. Da settembre 2019 ci siamo spostati nello spazio fornito dal Comune in via San Giacomo, zona Chiesa Rossa/Piazza Abbiategrasso».

Il servizio è disponibile al giovedì dalle 15.00 alle 19.00 e alla domenica dalle 10.00 alle 13.00. «Al momento la nostra realtà è ancora piccola e riusciamo a lavorare solo con un senza tetto per un ciclo di nove mesi. In questo periodo con noi c’è Antonio, di 56 anni. Lo abbiamo conosciuto quando dormiva in corso Vittorio Emanuele.

Ha lavorato per diversi anni nel settore allestimento di eventi e fiere, poi è stato in Spagna per qualche anno e quando è tornato in Italia per accudire la madre malata ha fatto fatica a ritrovare un lavoro. Antonio è la persona che ci permette di fare il salto di qualità perché abbiamo deciso di stipendiarlo tramite le quote dei nostri associati e quindi deve prendersi la responsabilità di mantenere un impegno costante».

Ciclochard: struttura

I soci di Ciclochard sono tutti ragazzi molto giovani, la metà ancora liceali e gli altri studenti universitari. All’inizio dell’avventura erano arrivati ad essere 60 ma, come sottolinea Chiara, «ora i ragazzi attivi sono una trentina: sono rimasti quelli più convinti».

Ciclochard ha vinto un bando per potersi trasferire nel Casello delle Ferrovie dello Stato di via Pesto insieme ad altre associazioni e, se verranno concesse deroghe per la ristrutturazione, firmeranno la concessione, così a giugno si sposteranno in uno spazio più grande.

Il progetto ricorda in piccolo quello messo in piedi dall’associazione MiRaggio alla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci di viale Ortles 69, officina delle biciclette che coinvolge gli ospiti del dormitorio e altre persone fragili.

Il servizio è disponibile al giovedì dalle 15.00 alle 19.00 e alla domenica dalle 10.00 alle 13.00

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