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Milano
05. 12. 2020 15:29

Maran: «Perché sul Seveso siamo ancora a questo punto?»

Dalla metà degli anni '70 e con una media di due volte e mezzo l'anno, il Seveso esonda provocando disagi e danni nel milanese. Ciò è dovuto principalmente alla forte impermeabilizzazione dei suoli a nord di Milano e della stessa città. Complici le piogge sempre più abbondanti che abbiamo potuto osservare nell'ultimo periodo. Un problema sentito anche dai cittadini milanesi ma per il quale ancora non si è arrivati ad una soluzione

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Dopo gli interventi dell’Assessore a Mobilità e Lavori pubblici, Marco Granelli, anche Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura si è espresso in merito all’esondazione del fiume Seveso e al maltempo delle ultime ore.

Maran: Perché sul Seveso siamo ancora a questo punto?

Sulla pagina Facebook dell’Assessore di legge: «Ogni volta che piove, e sono piogge anno dopo anno più intense, dobbiamo monitorare il livello del Seveso e sperare che non accada quello che è successo nelle ultime ore. È oltremodo scoraggiante perché l’impegno profuso negli anni per risolvere il problema è stato eccezionale ma non ha – purtroppo – ancora prodotto risultati. Un problema non irrisolvibile ma che sconta continui blocchi a procedere verso la sua definitiva risoluzione».

Le vasche. In merito alle vasche, Maran afferma che «Sia Senago, sia Bresso bloccano per lungo tempo i progetti interessati con ricorsi alla Presidenza del Consiglio o al Tribunale delle Acque. Intendiamoci, è assolutamente legittimo non volere una vasca nel proprio comune, nonostante comunque le modalità progettuali abbiano portato a soluzioni molto attente dal punto di vista sia ambientale sia della riduzione del disagio, ma in ogni caso serve che qualcuno decida. Come ogni opera pubblica, viene rallentato dai ricorsi. Sono però convinto che di fronte a un problema come quello del Seveso bisognerebbe individuare un modo più celere per dire sì o no ai progetti che mirano alla sua risoluzione».

L’esperienza di questi anni mi dice che non possiamo esserne affatto sicuri, ma Milano ha dannatamente bisogno di questo sistema di vasche

Seveso: il punto della situazione

2014
il Governo Renzi istituisce Italia Sicura, un’unità della Presidenza del Consiglio

Lombardia
viene scelta in maniera univoca (piano condiviso da Governo, Regione e Comune) la strategia delle vasche di laminazione, elaborata da AIPO – l’Autorità del bacino del Po.

I pilastri
vasca di Senago (la principale), vasca di Bresso (l’ultima, più piccola ma importante perché sta a sud del Canale Scolmatore di Nord Ovest), vasca di Lentate e vasca di Paderno/Varedo. Più una serie di aree golenali.

Giunta Pisapia
il dissesto idrogeologico è di competenza statale e regionale, ma Milano decide di stanziare 20 milioni di euro (uniti ai 10 milioni di Regione Lombardia e ai 112 del Governo). È l’unica situazione in Italia dove un Comune contribuisce economicamente sul dissesto idrogeologico.

Altri cantieri
potenziamento del Canale Scolmatore di Nord Ovest, consolidamento del canale sotterraneo Redefossi a Milano, manutenzione molto più intensa del tratto tombinato del Seveso e delle tombinature che portano alla periodica rimozione di elementi di ostruzione.

Ostacoli
Se i cantieri del Redefossi e dell’ampliamento del Canale Scolmatore si riescono a realizzare senza ostacoli (e hanno comunque contribuito a ridurre impatti), le vasche vengono fortemente osteggiate da comuni che non soffrendo le esondazioni non hanno interesse a consentire le vasche.

Oggi
il cantiere di Senago è aperto e procede, la vasca di Lentate ha in corso la gara d’appalto. A breve verrà pubblicata anche la gara per la vasca di Paderno/Varedo. Per quanto riguarda la vasca di Bresso nel Parco Nord il 17 luglio è stato respinto dal Tribunale delle Acque il ricorso di un condominio limitrofo e in meno di una settimana il Comune ha avviato i lavori.

In breve

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