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07. 02. 2023 07:06

‘Ndrangheta a Milano, blitz con 10 arresti: così il boss appoggiava il candidato sindaco di Pioltello

Tra i reati contestati l'associazione a delinquere di stampo mafioso e il traffico di droga

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Blitz contro la ‘ndrangheta a Milano. La polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo lombardo, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diverse persone ritenute responsabili, a vario titolo, di diversi reati tra cui l’associazione a delinquere di stampo mafioso e il traffico di sostanze stupefacenti.

‘Ndrangheta a Milano, il feudo dei Maiolo e dei Manno

Le indagini hanno fatto emergere le attività della locale di ‘ndrangheta di Pioltello, feudo indiscusso delle famiglie Maiolo e Manno e atti criminali di un altro soggetto riferibile alla famiglia di cosa nostra di Pietraperzia (Enna) collegata ai Rinzivillo. I reati contestati, oltre all’associazione a delinquere e al traffico di stupefacenti, sono quelli di tentata estorsione, tentato omicidio, ricettazione, porto illegale di armi, furto aggravato, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia e coercizione elettorale, usura, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

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L’appoggio a Claudio Fina

Il presunto boss della locale di ‘ndrangheta di Pioltello, Cosimo Maiolo, tra i 10 arrestati nel blitz di oggi della polizia, avrebbe fatto «campagna elettorale» nel 2021 a favore del candidato sindaco per il centrodestra della cittadina Claudio Fina (non eletto) organizzando «un banchetto elettorale» anche per «l’aspirante assessore all’urbanistica Marcello Menni» e «invitando» le comunità di albanesi e pakistani a «votare per Fina e Menni», anche loro accusati «in concorso» di coercizione elettorale con aggravante mafiosa.

Il banchetto elettorale

Come si legge nell’imputazione per coercizione elettorale, riportata nelle oltre 300 pagine di ordinanza di custodia in carcere a carico di 9 persone, Cosimo Maiolo, assieme al suo presunto ‘braccio destro’ Luca Del Monaco (arrestato) e «in concorso con» Claudio Fina e Marcello Menni (indagati), avrebbe sfruttato «la propria fama di soggetto apicale in seno alla locale di Pioltello» e organizzato un banchetto elettorale nel settembre 2021 a favore di Fina e Menni «presso la peschiera gestita dal figlio» Omar Maiolo, «facendo in maniera palese compagna elettorale a favore di Fina e Menni».

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‘Ndrangheta a Milano, il metodo mafioso

E invitando «la comunità straniera presente a Pioltello (e in particolare albanesi e pakistani) a votare per Fina e Menni». Il presunto boss avrebbe, dunque, manifestato «pubblicamente il sostegno della ‘ndrangheta a favore dei due candidati, in tal modo facendo pressione affinché gli elettori votassero Fina e Menni». Reato, quello contestato nelle indagini della Squadra mobile, aggravato dall’aver «agito con metodo mafioso» e dall’aver «fatto pressione a nome dell’associazione mafiosa».

Affari illeciti sulle salme delle vittime Covid

L’indagine della Squadra Mobile sulla ‘ndrangheta a Milano ha dimostrato come l’attività non si fosse fermata nemmeno durante il Covid. Anzi, nel corso di una conversazione intercettata, uno dei figli del reggente della lacale di ‘ndrangheta di Pioltello, intuendo la possibilità di lucrare sul fenomeno del trasporto delle salme delle vittime del virus, mentre alla televisione scorrevano le immagini della colonna di salme trasportate dall’Esercito, spiegava come, attraverso una società intestata a un prestanome e l’emissione di false fatture, avrebbe potuto ottenere guadagni illeciti nel settore del trasporto feretri.

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