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17. 05. 2022 02:45

Non Una di Meno: a Milano in piazza per dire “no alla violenza” con #Lottomarzo

Le attiviste del movimento femminista italiano promuovono una giornata di lotta: «Se sei scappata dalla guerra, dalla miseria, dalla violenza, non sei sola»

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Uno sciopero globale “transfemminista”. Ma anche contro la guerra in Ucraina. Le attiviste di Non Una di Meno per tutta la giornata hanno chiamato a raccolta le donne per quello che definiscono uno “sciopero produttivo e riproduttivo” di 24 ore, con un corteo, sotto lo slogan #Lottomarzo, in partenza oggi alle 18.00 in piazza Duca d’Aosta. Obiettivo: ribadire il no alla violenza in tutte le sue forme e il sostegno a chi ne è vittima, dalle donne abusate e intrappolate in relazioni tossiche a chi è discriminato per le proprie condizioni fisiche o per le proprie convinzioni.

#Lottomarzo: le attiviste di Non Una di Meno in corteo per le donne vittime di violenza

violenza sulle donne - foto di melanie wasser
violenza sulle donne – foto di melanie wasser

“Se ti picchia, ti insulta, ti controlla non sei sola. Se prendi il 20% in meno di un collega o ti fanno mobbing, non sei sola. Se il carico di lavoro domestico e di cura è insostenibile, non sei sola – scrive Non Una di Meno in una nota -. Se dopo il coming out subisci minacce e ricatti, non sei sola. Se subisci il ricatto del permesso di soggiorno, della cittadinanza, se il tuo colore di pelle è motivo di discriminazione, non sei sola. Se la città, la scuola, il pub, il tuo luogo di lavoro sono barriere per il tuo movimento libero e indipendente, non sei sola”.

«Contro la violenza maschile e di genere, non sei sola. Se ti picchia, ti insulta, ti controlla, non sei sola. Se un tuo “no” non è bastato non sei sola. Se condivide le tue foto senza il tuo consenso, non sei sola. Se la pandemia e la sua gestione ti hanno fatta sentire stanca e isolata e ora non stai bene, non sei sola. Se ti ha voluta sola, ha abusato del tuo tempo, del tuo corpo, del tuo amore e del suo ruolo, se hai avuto paura di raccontare, se non sei stata creduta, non sei sola», si legge nel comunicato diffuso sui social.

La nota tocca davvero tanti punti: «Se il carico di lavoro domestico e di cura è insostenibile, non sei sola. Se al lavoro ricevi vere e proprie molestie, non sei sola. Se prendi il 20% in meno di un collega o ti fanno mobbing, non sei sola Se come il 50% delle donne – e molte di più tra le donne migranti e le donne T – sei disoccupata, non sei sola. Se vorresti lasciare la tua casa a causa di un marito, un compagno, un fratello o un abusante ma non sai dove andare, non sei sola.

«Se in strada ti fischiano o ti molestano, se quando torni a casa la sera stringi le chiavi tra le dita, non sei sola. Se a scuola l’unico corso di educazione sessuale l’ha fatto una lobby antiabortista, non sei sola. Se sei andata in consultorio per il tuo aborto e si sono rifiutati di prenderti in cura, non sei sola. Se la tua malattia per gli ospedali “non esiste”, se hai dovuto “’partorire con dolore”, non sei sola. Se sei scappata dalla guerra, dalla miseria, dalla violenza, non sei sola».

Infine le rivendicazioni: «Vogliamo che i soldi di ricchi stupratori siano devoluti ai Cav e che essi siano pubblici, laici e di sostegno e non vittimizzaziome della sopravvissuta. Vogliamo che l’educazione sessuale e all’affettività sia nei programmi scolastici. Ci vogliamo vive, libere e felici – hanno concluso -. Lottomarzo scioperiamo, lottomarzo ci incontriamo, lottomarzo saremo ancora marea».

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