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01. 12. 2022 08:23

Nuovo consolato americano a Milano: divampa la polemica, tagliati gli alberi intorno al poligono

Parte subito la polemica per questa scena bizzarra: ma la Milano di Beppe Sala non è da sempre attenta a tematiche ambientali?

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Divampa la polemica in Piazzale Accursio, perché lì dove sorgerà il nuovo consolato americano a Milano la cittadinanza ha dovuto assistere all’abbattimento di alberi secolari. A darne notizia è il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, Federazione di Milano.

Piazzale Accursio, arriva il consolato americano e vengono tagliati gli alberi

Di certo è uno spettacolo alquanto strano da vedere. Soprattutto per la Milano gestita da questa Giunta, molto vicina a tematiche ambientali: è mai possibile che nessuno in seno al Comune di Milano sapesse di quanto stava per essere fatto? Nel comunicato diramato dal Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, tramite il suo Circolo cittadino Emilio Colombani, si legge: «Nella Milano della riforestazione la cittadinanza del Municipio 8 è costretta ad assistere all’ennesimo scempio contro la Natura. Nel giardino attorno allo storico Poligono di piazzale Accursio, destinato a ospitare la nuova sede del Consolato degli Stati Uniti, al posto degli alberi che garantivano ombra e refrigerio oggi giacciono a terra tronchi e rami tagliati di fresco. Uno spettacolo desolante che suscita commenti di rabbia e dispiacere in chi, passeggiando, si accorge dell’accaduto». 

Piazzale Accursio, alberi tagliati al nuovo consolato americano
Piazzale Accursio, alberi tagliati al nuovo consolato americano

Cosa farà ora il sindaco Beppe Sala

C’è da chiedersi se ci sarà un commento a riguardo da parte del Sindaco, Beppe Sala: «La segnalazione arriva dal nostro circolo Emilio Colombani – prosegue la nota del Partito di Rifondazione Comunista – Il poligono di Piazzale Accursio il 31 dicembre del 1943 fu teatro della fucilazione di 3 martiri partigiani Arturo Capettini, Gaetano Andreoli e Cesare Poli mentre  il loro compagno Angelo Scotti fu graziato ma morì l’anno seguente in un campo di sterminio tedesco. Ci chiediamo se il sindaco Beppe Sala, presente alla posa della prima pietra della futura sede diplomatica, oltre a sbagliare il numero dei fucilati al Poligono nel dicembre 1943 ignorasse anche il destino del verde attorno».

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