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19. 08. 2022 13:38

Scuola Vivaio: ricorso in tribunale contro il Comune di Milano

I genitori della Scuola Vivaio a Milano hanno presentato ufficialmente ricorso contro il Comune per discriminazione

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I genitori della Scuola Vivaio a Milano hanno presentato ufficialmente ricorso contro il Comune per discriminazione. Finisce in tribunale, dunque, l’assurda vicenda che ha visto coinvolte da una parte la scuola Vivaio a Milano e dall’altra il comune stesso. 

Scuola Vivaio, parte il ricorso in tribunale per discriminazione

Soltanto il 2 giugno scorso la Scuola Vivaio aveva alzato la voce dicendo no al trasferimento coatto nella nuova sede di viale D’Annunzio, ritenendo l’immobile non adatto ad ospitare il progetto didattico. Alla base della decisione del Consiglio d’Istituto è che il nuovo edificio, che si trova a due passi dalla Darsena, ad oggi non può permettere lo svolgimento di attività didattiche: «Nessuno degli elementi da noi individuati e segnalati, nel corso dei mesi, come fattori impeditivi per lo svolgimento del progetto della scuola Vivaio, può ritenersi superato» le parole a loro tempo dei membri del Consiglio d’istituto, dopo l’analisi del progetto esecutivo dei lavori previsti per rimettere a nuovo lo stabile di viale D’Annunzio. 

Nuova puntata, si va tutti in tribunale

Ora questa nuova puntata, con la Scuola Vivaio che presenta ricorso in tribunale contro il Comune di Milano per discriminazione. Il ‘No’ al trasferimento era già emerso nel corso dell’anno scolastico, con molti genitori preoccupati di questo trasferimento sia per questioni di comodità propria, sia per allarmismo nei confronti di un edificio, quello di Viale D’Annunzio, non ritenuto idoneo. E spulciando il dettaglio degli interventi, contenuto in un documento pubblicato nell’albo pretorio del Comune, si scopre come questo progetto abbia un importo di 1,243 milioni di euro e di come preveda la realizzazione di contro-pareti, il riordino degli spazi interni, l’inserimento di una rampa esterna per l’ingresso degli alunni con disabilità motorie, la costruzione di nuovi bagni e la messa a posto di una linea fognaria che presenta materiali contenenti amianto. È proprio questo punto che ha fatto scattare l’allarme. Genitori e Consiglio d’istituto hanno paura che i bambini, dovendosi muovere in mezzo ai cantieri, possano farsi male in qualche modo. E comunque non appare la scelta migliore per un percorso didattico da cinque giorni a settimana e otto ore al giorno. Lo stabile, infatti, ha una struttura complessa, con percorsi difficili da memorizzare per alunni con difficoltà visive o cognitive e da percorrere per alunni con difficoltà motorie. E i lavori dovrebbero durare, se tutto dovesse andare secondo i piani, almeno nove mesi.

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