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25. 10. 2020 09:38

Smart working, le “torri vuote” di Sala: “desertificazione” dei luoghi di lavoro in atto a Milano

Cambia la geografia del lavoro a Milano: la situazione attuale

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Dalle parole ai fatti. Solo due giorni fa, il sindaco Sala aveva espresso preoccupazione nel vedere «torri vuote senza dipendenti a Milano»: il processo di trasformazione non è solo un’ipotesi futura, ma una realtà che già attanaglia il presente. Così, l’ex quartier generale Fujitsu in via Spadolini lascia i suoi palazzi per trasferirsi nel piccolo coworking “WeWork” a Brera.

Tagli aziendali. Il tutto viene fatto nell’ottica di tagliare i costi e far di conseguenza anche fronte all’attuale crisi generata dal Covid. Per Finix Technology Solutions, l’azienda che ha acquisito le attività di Fujitsu dopo l’addio all’Italia del colosso giapponese, i lavoratori in smart working diventeranno stabili nonostante il graduale ritorno alla normalità.

Il coworking di Brera servirà esclusivamente a quelle attività per le quali è necessaria la presenza. Durante l’emergenza Finix aveva già iniziato a tagliare parte dei suoi 200 dipendenti con dei prepensionamenti. Poi è arrivata la cassa integrazione ed infine il cambio sede e i lavoratori in smart working hanno rappresentato la soluzione ideale per ridurre i costi.

Giuseppe Sala torri vuote milano smart working
Giuseppe Sala

Deserti post industriali. La “desertificazione” dei luoghi di lavoro accomuna anche tante altre realtà nel milanese. Eni ad esempio, prevede un 35% di dipendenti che andranno strutturalmente in smart, svuotando così Metanopoli. Si muovono sulla stessa lunghezza d’onda anche colossi come Pirelli, banche e gruppi finanziari.

Anche l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, conferma lo scenario:«Con lo smart working servirà il 30% in meno degli spazi».

 

 

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