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17. 06. 2021 03:35

Sala ci ricasca sullo smart working: «Le aziende sono ciniche: lo useranno per ridurre i costi»

Sala torna a parlare di smart working: le dichiarazioni

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Durante il dibattito andato in scena ieri all’East River Martesana, il sindaco Sala è tornato a parlare di smart working. Secondo l’opinione espressa già negli scorsi mesi, il primo cittadino continua a guardare con diffidenza ai cambiamenti introdotti dal “telelavoro”.

Le dichiarazioni. Nonostante premetta di «non essere contrario allo smart working», Sala teme che la modalità di lavoro da casa si trasformi in un’arma per le aziende per tagliare costi ed infine ridurre il personale. «Le aziende sono ciniche, dovranno trovare delle formule per ridurre costi – ha dichiarato il sindaco -. Stanno cominciando dagli spazi. Questo a Milano è evidentissimo. Ma il rischio è che si prosegua con il personale. Da sindaco non posso non preoccuparmi quando vedo una torre sbarrata».

Il riferimento è ai grattacieli del CityLife, che nonostante la ripresa di settembre, sono chiusi con i dipendenti ancora in modalità smart working.

sala smart working milano
Giuseppe Sala

Il punto resta sempre lo stesso secondo Sala: la diffusione dello smart working deve essere seguita da un cambio di regole e nuove tutele per i lavoratori. «Se il lavoro si sta trasformando in modo così radicale il nostro Statuto dei lavoratori – ha ribadito il primo cittadino -, che è del 1970, è ancora qualcosa su cui possiamo fare conto o bisogna rinnovarlo drasticamente?».

Tuttavia il sindaco vuole continuare a sperare in una ripresa, che anche se non prossima, investirà Milano. «Cosa mi aspetto dalla Milano del 2023? Mi immagino una città più collaborativa, io credo nel pensiero collettivo e nell’azione collettiva, Milano deve attingere alle sue qualità – ha sottolineato ancora Sala -. Le università e le capacità imprenditoriali di Milano non ci sono da nessuna parte. Ora noi dobbiamo passare da una società basata sui consumi e che si muove su dinamiche diverse. Ma Milano ha nel suo dna queste cose, ma ci vorrà del tempo».

 

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