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10. 12. 2022 08:59

Omicidio Vittorio Boiocchi, individuati gli ultrà che hanno costretto i tifosi a lasciare la Curva Nord

Hanno obbligato con la violenza chi esitava a lasciare gli spalti durante Inter-Sampdoria

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Sono stati individuati alcuni tifosi che sabato scorso allo stadio Meazza di Milano durante la ritirata dagli spalti della Curva Nord ordinata dai capi ultrà nerazzurri in seguito all’omicidio di Vittorio Boiocchi, hanno provocato il deflusso, e un terzo ultrà responsabile di aver usato violenza verso una persona che esitava a lasciare San Siro.

La denuncia dei tifosi

È quanto risulta dalle indagini condotte dalla Digos che in queste ore sta analizzando i filmati delle telecamere a circuito chiuso in seguito all’assassinio di Vittorio Boiocchi. Sono in corso anche approfondimenti su due spettatori che hanno chiamato il 112 per lamentare di essere stati allontanati dagli spalti. Gli agenti della Digos, stanno anche rintracciando alcuni autori delle segnalazioni sui social per circostanziare gli episodi lamentati.

L’agguato a Vittorio Boiocchi

Gli esiti dell’attività investigativa verranno comunicati alla Procura e potranno portare all’ avvio delle procedure tese alla emissione di provvedimenti di Daspo. La sera del 29 ottobre, durante la partita di serie A tra Inter e Sampdoria, dopo la notizia dell’agguato a Vittorio Boiocchi, uno degli storici leader della Curva Nord, la Curva stessa ha ritirato gli striscioni esposti e ha deciso di non diffondere i consueti slogan e cori di incitamento alla squadra.

Curva svuotata

Inoltre, secondo la ricostruzione, alla fine del primo tempo, molti supporter della Curva sono usciti dallo stadio per recarsi al “Baretto”, loro abituale luogo di ritrovo. Nel corso del secondo tempo, quando è stata confermata la morte di Vittorio Boiocchi, altri tifosi nerazzurri hanno lasciato in massa il settore “2° anello verde” che si è rapidamente svuotato.

L’intesa Inter-questura

D’intesa con l’Inter, la questura di Milano, impegnata con la Digos a monitorare le intenzioni dei vertici della curva, ha provveduto a rapidamente ricalibrare il servizio con il riposizionamento degli steward per gestire il deflusso di circa 7.500 persone cercando di scongiurare che il non previsto e disordinato movimento potesse avere ricadute per la incolumità della massa di persone in movimento ed evitando che la tifoseria potesse dare luogo ad azioni scomposte e pericolose per persone o cose.

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