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25. 06. 2022 13:51

A scuola mancano gli insegnanti: Italia, modello da quarto mondo

Benvenuti nel paese che partecipa a G7, G8, G20, COP26 e affini ma che non sa organizzarsi la sua vita pubblica

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A scuola mancano gli insegnanti. Viene da porsi la domanda: ma l’Italia ‘ci è o ci fa’? Il riferimento è ovviamente al sistema intero, che dopo un primo trimestre di studio tira le somme e non può che constatare la mancanza, allarmante, di insegnanti. E questo, per un paese che partecipa al G7, G8, G20, COP26, briscola, tressette e metteteci tutte le altre riunioni tra i grandi della terra che volete, di certo non è un bel segnale, anzi. Viene quasi da chiedersi se forse non siamo di troppo, in quei gruppi di saccenti politicanti.

A scuola mancano gli insegnanti e il sistema cosa fa?

Partiamo dalla fine, giusto per capirci: a scuola mancano gli insegnanti. Su questo nessuno può recriminare, lo dicono i numeri e lo dice la scena quotidiana, con tantissimi plessi scolastici e famiglie che si lamentano della mancanza di persone all’interno del corpo docenti. E il paradosso è che il Ministero dell’Istruzione, dal canto suo, sulle supplenze non ha posto alcuna scadenza per l’invio delle domande di messa a disposizione. Ma le scuole, ovviamente, sì. V’immaginate una scuola che aspetta fino a maggio una candidatura? No? Nemmeno io. E poi è chiaro che la struttura ha tutte le ragioni per dire sì oppure no ai candidati che arrivano. E io, da genitore, di questo non possono che essere soddisfatto: vorreste voi una scuola dove l’insegnante è il primo che capita? Non c’è bisogno della risposta, è lapalissiana.

Quali sono le materie scoperte

Scorrendo velocemente l’elenco delle materie scoperte, si vede come si cerchino professori di matematica, fisica, scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche, informatiche, meccaniche, italiano, storia, geografia. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Ma la domanda regina, quelle a cui finora nessuno, dall’alto, ha saputo (e voluto) dare una risposta, è: ma mancano i professori a scuola? E soprattutto, perché il fatidico ‘posto fisso’, tanto sdoganato nei decenni precedenti e anche ridicolizzato, per il suo essere un’ossessione, da Checco Zalone nel suo ‘Quo Vado’, oggi non acchiappa più? E poi: ma c’è bisogno di richiamare i professori in pensione? Sul serio?

Perché non ci sono più professori?

Di certo non è un problema di numeri, anzi. Molti sono i professori che potrebbero fare questo lavoro ma che decidono diversamente. Quindi il corpo docente c’è, va solo stimolato probabilmente. Perché finora le assunzioni andate a buon fine sono state quasi 60mila; certo, il triplo rispetto ad un anno fa, grazie al concorso straordinario voluto contro tutto e tutti dalla ex ministra Azzolina, ma il Mef aveva autorizzato l’assunzione di 112mila persone. Quindi, stiamo a metà del guado. E dunque, una settimana prima dell’inizio dell’anno scolastico (ah, che tempismo!) Ecco la carica dei 110 mila contratti fino a fine giugno. Ma tra i vari problemi, c’è quello sommo, quello dal quale dipende tutto: i soldi. Già, perché gli stipendi di certo non così lauti di insegnanti e professori spinge gli stessi alla ricerca di soluzioni alternative. E infatti delle quasi 1000 rinunce in Lombardia, più del 75% ha motivato la scelta dicendo di aver trovato un altro impiego che gli consentiva uno stipendio più alto.

Soldi, soldi, soldi

Noi, paese da G6, G7, G20 e affini, che perdiamo per strada docenti che preferiscono andare nella sfera privata a guadagnare di più. Una scena da terzo mondo, quella di vedere i nostri figli costretti ad uscire un’ora prima o entrare un’ora dopo perché manca l’insegnante. Che, giustamente, decide di non presentarsi se lo stipendio è da fame. C’è da chiedersi se, in alto, dove si comanda, qualcuno non abbia magari intenzione di dare quelle 200 euro in più di stipendio a maestre, insegnanti e professori, che magari potrebbero rinunciare ad un posto nella sfera privata per fare quello, si presume, che gli piace. A scuola mancano gli insegnanti: benvenuti in Italia, scene da quarto mondo.

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