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29. 05. 2024 18:01

Beccaria, il fallimento di un Paese

Sistema di giustizia minorile in profonda crisi, c'è un urgente bisogno di riforme

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La recente dichiarazione del procuratore di Milano, Marcello Viola, che ha etichettato gli ultimi sviluppi sulle indagini nel carcere minorile Cesare Beccaria come una “brutta pagina per le istituzioni”, risuona come un eufemismo di fronte alla rivelazione di presunte torture e abusi sessuali ai danni di detenuti minori. Questo scenario non è solo “brutto”, è agghiacciante, evocativo di pratiche che si addicono più a un regime autoritario che non a una democrazia consolidata come l’Italia.

Beccaria, il dovere di recuperare

Le indagini non si limitano agli agenti di custodia, ma coinvolgono anche i vertici del carcere, il personale sanitario e gli educatori, dipingendo un quadro di complicità sistematica e fallimento collettivo nell’adempimento del loro dovere primario: il recupero e la riabilitazione di giovani già marginalizzati. Al contrario, ciò che emerge è un ambiente dove i minori, reclusi per i più disparati reati, non trovano vie per il recupero ma subiscono ulteriori traumi, incluso l’abuso sessuale.

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Beccaria, no alla violenza

È vero, questi giovani hanno commesso reati, ma la risposta di un sistema giuridico che si professa democratico non può e non deve mai essere la violenza. La legge italiana, come in ogni democrazia che si rispetti, predica il recupero dell’individuo, non la sua ulteriore degradazione.

Beccaria, un sistema in crisi

Questo scandalo getta una luce cruda sulla profonda crisi del sistema di giustizia minorile italiano, evidenziando un urgente bisogno di riforme. Le politiche attuali di trattamento dei minori reclusi sono chiaramente inadeguate e il dibattito su come prevenire future violazioni dei diritti umani è più che necessario. Come società, dobbiamo chiederci: come possiamo riformare queste strutture in modo che servano veramente al loro scopo di riabilitazione, piuttosto che diventare luoghi di sofferenza e perdizione?

Beccaria, futuro e dignità

Le risposte a queste domande sono complesse e richiedono un’analisi critica e un’azione decisiva da parte delle istituzioni, della società civile e dei cittadini, affinché il carcere minorile non sia un luogo dove i giovani perdono definitivamente la loro strada, ma un ambiente dove possono riscattarsi e ritrovare un futuro di speranza e dignità.

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