Centricidio. Come al solito ci sono due facce della stessa moneta. Da un lato c’è la Milano che fa il record di turisti, la bella Milano da bere che è diventata una vera e propria “travel destination” a tutto tondo, la metropoli che dopo Expo sta continuando a far parlare di sé e ad attrarre visitatori e viaggiatori e non più solo businessmen con la valigia in mano.

Dall’altro lato ci sono i rischi, come quello del centro storico che potrebbe perdere residenti e trasformarsi in una specie di “hotel diffuso”. L’allarme è suonato sullo scadere dell’anno che si è da poco concluso.

 

Centricidio, cosa succede in città

Come sta succedendo in moltissime altre città d’Italia (e non solo), i nuclei storici non sono più abitati stabilmente dai residenti (che comprano o affittano casa), ma da turisti e viaggiatori di passaggio.

E Milano, secondo alcuni, non sarebbe esente. Per “colpa” di alcune note piattaforme di prenotazione che in pratica hanno fatto crescere i prezzi e creato questo trend, con i proprietari degli immobili che fiutano il business e cedono alla tentazione di fare un uso “commerciale” dei propri alloggi.

Il termine coniato per descrivere questo fenomeno è “centricidio”, che significa perdita degli abitanti del centro e boom dell’uso commerciale degli appartamenti.

Boom Airbnb. Dito puntato contro le piattaforme online dove sono commercializzate queste proprietà (su Airbnb, solo per citare la più famose, si contano 18.400 annunci, la maggior parte dei quali si riferiscono a una soluzione nell’area del centro storico meneghino).

Fino a quando si è alzata anche un’altra voce: «Non c’è correlazione. E in realtà il centro di Milano sta recuperando abitanti ormai dal 2014». Parola di Antonio Rainò, responsabile dell’Osservatorio Halldis sul mercato degli affitti brevi, secondo cui non è vero che l’aumento della richiesta turistica nel campo degli affitti brevi sta portando a un rincaro sproporzionato dei prezzi e quindi a uno spopolamento del cuore della metropoli.

L’analisi di Halldis, società che nel capoluogo lombardo gestisce circa 350 proprietà, fa emergere che la diminuzione degli abitanti del centro è iniziata nel 2001, e che nel decennio 1999-2009 il centro abbia perso ben l’8,5 per cento della popolazione, a fronte di un calo della popolazione dell’intera città del 2,5.

«La popolazione del Municipio 1 ha invece ripreso a crescere con un trend sempre positivo a partire dal 2014, ovvero proprio in pieno boom di Airbnb ai tempi dell’Expo e con il conseguente affermarsi di Milano come meta turistica internazionale», ha spiegato Rainò, parlando di “rinascimento milanese”.

Centricidio, le soluzioni

C’è chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno e chi mezzo vuoto. Le cose certe, circa la discussione sugli affitti brevi in campo turistico, sono due. La prima è che servono regole. Chiare, precise, una volta per tutte. E che occasioni come la Bit devono aiutare la discussione politica a trovare la quadra.

La seconda è che Milano pare avere trovato una soluzione vincente (come ci ricorda anche Alessandra Favaro in una intervista all’interno): Milano sta diventando un centro di interesse turistico di appeal mondiale anche perché sa rimanere una città vera e viva.

La differenza in pratica, in questa partita, la fanno i milanesi, chiamati a rimboccarsi ancora le maniche affinché la città di domani possa attrarre ancora più visitatori ma allo stesso tempo non svenda la sua anima e sappia conservare il suo spirito.

centricidio
centricidio