Quello del diritto alla casa sarà uno dei temi più decisivi per il futuro di Milano, insieme alla necessaria rivoluzione ambientale e alla battaglia per la riduzione delle disuguaglianze in città.

 

Diritto alla casa, prezzi sempre più alti

Crescono i valori degli immobili, il mercato ha ormai prezzi sempre più alti per quanto riguarda l’acquisto di appartamenti. Costi sempre più proibitivi, soprattutto per i più giovani, che oltre ai prezzi devono affrontare quasi sempre l’ostacolo rappresentato dalla difficoltà di ottenere un mutuo dalle banche.

C’è poi il tema spinoso degli affitti, che come viene spesso ricordato è arrivato a livelli quasi impossibili per le persone normali: quando va bene, un bilocale arriva a costare 800 euro al mese.

Diritto alla casa, il dibattito sugli Airbnb

E c’è anche un altro punto che ormai è inevitabile affrontare: quello relativo ai proprietari. Sempre più spesso, infatti, essi preferiscono affittare i propri immobili non a lungo periodo ma a breve, sfruttando le possibilità date da servizi come Airbnb.

Uno strumento che rende bene economicamente e che non comporta i rischi che talvolta la locazione crea (difficoltà talvolta a rientrare in possesso della proprietà, rate di affitto non sempre pagate regolarmente…).

Ciò diminuisce le case in affitto e ovviamente, diminuendo l’offerta ma restando alta la domanda, crescono i prezzi. Vengono così a scontrarsi due diritti: da un lato quello alla proprietà, dall’altro il diritto alla casa. Entrambi sanciti dalla Costituzione.

Ma trovare un equilibrio è più urgente che mai. Sperimentando forme di agevolazione, di limiti, di regolazione normativa a livello cittadino per conciliare da un lato i legittimi interessi di chi possiede un immobile, dall’altro la sacrosanta e irrinunciabile richiesta di poter accedere ad affitti (o mutui) con costi accessibili, giusti, umani. A tutto ciò, si unisce anche l’esigenza di una nuova politica di edilizia popolare.

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