2.5 C
Milano
16. 01. 2021 21:35

Grandi manovre, pensieri piccoli

Il rimpasto in Lombardia è lo specchio di manovri politiche in vista delle prossime Comunali e Regionali. La battaglia sembra giocarsi su nomi altisonanti, ma purtroppo si ha le sensazione che a latitare siano proprio le idee. Il racconto nel nostro editoriale

Più letti

Covid, panico per la nuova variante brasiliana. Pregliasco: «Ogni variante inquieta, veloci con i vaccini»

Dopo la variante inglese e quella sudafricana, una nuova mutazione del virus preoccupa l'opinione pubblica: si tratta della versione...

Bollettino regionale, riprende la lenta discesa delle terapie intensive: Milano, +365 contagi

I positivi riscontrati nelle ultime 24 ore sono 2.134, di cui 114 “deboli”, con la percentuale tra tamponi eseguiti...

I dubbi del Dpcm: è possibile andare nelle seconde case fuori Regione?

Uno dei principali dubbi del Dpcm appena entrato in vigore resta la possibilità di raggiungere le seconde case. È...

Sono iniziate le “grandi manovre”. Gli schieramenti si stanno riorganizzando, con le elezioni comunali di Milano come obiettivo primario, e con quelle regionali nel 2023 come secondario. A dire la verità, sembrano più le grandi manovre della battuta di caccia di stile fantozziano: si gioca, per il momento, a chi ha il carro armato più grande, il nome più altisonante e credibile.

Le idee, quelle restano inesorabilmente sempre in secondo piano. C’è anche chi ce le ha, le idee, ma al momento sembra il ragioniere Fantozzi con la fionda in mano a fronteggiare armamenti decisamente più imponenti. Il presidente Fontana ha deciso di cambiare assessori in ruoli a dir poco determinanti. Ci sarebbe una domanda, di fondo, fatta timidamente per l’inquietudine che lascia trasparire: se da febbraio 2019 a gennaio 2020 la pandemia è stata gestita così bene dalla Regione, perché cambiare l’assessore alla Sanità? Se invece ci si è resi conto di errori, mancanze, incapacità, perché aspettare quasi un anno?

Queste due domande non sono demagogiche o polemiche, ma sono centrali. Pensate davvero che i milanesi e i lombardi credano che l’avvicendamento sia dovuto alla “stanchezza” di un assessore? Chi mastica un po’ di politica, capisce che le ultime mosse di chi governa la Regione sono un “all-in” che riguardano sia il futuro del Governo della Lombardia, ma che hanno come obiettivo anche Milano.

Era, d’altra parte, inevitabile quantomeno un tentativo di riorganizzazione. Dall’altra parte c’è un sindaco funambolo,che cerca di stare lontano dai partiti e dal Governo ma al tempo stesso non ne può fare a meno.

C’è però un punto, che la politica (tutta) deve forse capire in modo più consapevole: siamo da un anno in una battaglia di resistenza economica, sociale, nervosa mai vista in tempo di pace. Le chiacchiere, le tattiche, le strategie stanno a zero: è ora della trasparenza e di visioni chiare (tutto il contrario del populismo sentimentalista ed emozionale). Abbiamo bisogno di sapere per quale futuro stiamo facendo sacrifici.

In breve

Milano, la zona rossa non ferma la protesta: gli studenti occupano il liceo Vittorini

Non c'è pace per gli studenti a Milano. La zona rossa ha spento le speranze suscitate dall'ultima sentenza del...

Potrebbe interessarti