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Milano
18. 05. 2022 22:50

I 5 Stelle fuori dalle elezioni, a rischio la loro esistenza in città

A meno di due mesi dal voto manca la lista e il candidato sindaco, è l’esito di un declino politico iniziato 5 anni fa

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Il gruppo consiliare ridotto ad un solo membro, Gianluca Corrado, sui 3 originari, l’assenza di una lista per le elezioni comunali e di un candidato sindaco a meno di due mesi dal voto, una cosa non proprio impossibile se si pensa che ci sono ben 10 aspiranti alla carica di primo cittadino. Neppure i critici più intransigenti dei 5Stelle avrebbero immaginato un tale sfacelo, figlio di una confusione politica e ideologica che ha deflagrato il movimento milanese. Si potrebbe obiettare, sempre collocandosi dalla parte dei censori del grillismo, che troppi errori sono stati commessi, in primo luogo la linea ondivaga che ha sconcertato molti militanti. Partiti con una posizione ferocemente anti Sala, i pentastellati sono arrivati al punto di ipotizzare il sostegno al sindaco manager e anche l’assenza di una loro partecipazione viene da alcuni interpretata come un tacito sostegno alla sua ricandidatura. Poi hanno scontato le vicissitudini dei loro colleghi a Roma, coinvolti in tre governi in cui mano a mano la loro presenza è stata sempre più marginalizzata. Ma la vera causa, o almeno la più importante, del declino in città, risiede nell’opposizione a tutti i grandi progetti – da Expo agli scali ferroviari, dalle Olimpiadi al nuovo stadio – che nella città del fare è difficile che possa trovare larghi consensi. Anche perché le alternative presentate sono sempre apparse poco convincenti, di difficile realizzazione.

I grillini hanno rappresentato qualcosa di nuovo ma da 5 anni sono in caduta libera

Eppure i 5Stelle hanno rappresentato qualcosa di nuovo nel panorama politico. Giusto dieci anni riuscirono a portare a Palazzo Marino un ragazzo di vent’anni con un viso che dimostrava anche meno della sua età sormontato da una cascata di ricci neri. Simpatico, intelligente, Mattia Calise arrivava in Comune con una bicicletta che, prima di varcare il portone, piegava in due e metteva sotto il braccio. Sembrava una ventata di aria frizzante, uno spirito provocatorio pronto ad agitare quello che è pur sempre un palazzo del potere. Poi alle comunali del 2016 i 5Stelle superano il 10%: non è poco ma si è lontani dal ballottaggio e, soprattutto, si è molto distanti dai successi che i loro colleghi hanno riscosso a Torino e Roma. Da allora una caduta libera nonostante la generosità di tanti militanti e anche dei rappresentanti negli enti locali.

Non presentarsi alla comunali è come rinunciare alla Champions

Un punto è evidente e dovrebbe esserlo nel movimento. Non riuscire a presentare una proposta per la città, con dei candidati pronti a sostenerla, è la peggiore delle sconfitte. Milano sta riprendendo il ruolo che ha sempre avuto di motore dell’economia, dell’innovazione, del lavoro, della creatività: è qui che si giocano le partite più importanti, non è possibile restare fuori. Per usare una metafora calcistica, per dimostrare di essere una grande squadra occorre giocare in Champions League, altrimenti si resterà un club di seconda fascia.

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