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12. 05. 2021 19:44

Il primo mese di Letizia Moratti: tra campagna vaccinale e scivoloni

Il primo mese del neoassessore al Welfare è volato. Massima concentrazione sull'organizzazione della campagna vaccinale condita da qualche lite e qualche dichiarazione rivedibile

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Insediata all’assessorato al Welfare lo scorso 9 febbraio, oggi Letizia Moratti compie un mese esatto alla guida del settore più delicato della Regione Lombardia. Trenta giorni durante i quali si sono compiuti significativi passi avanti nella campagna vaccinale, non tanto sui numeri quanto sull’organizzazione affidata a Guido Bertolaso.

E nonostante lo scivolone mediatico sui vaccini da distribuire alle Regioni anche in base al Pil, l’ex sindaca sta cercando di parlare poco con i media quanto più scrivere e sollecitare il Governo su alcune decisioni. E’ dello scorso weekend, ad esempio, la lista delle richieste inviate al commissario nazionale, Domenico Arcuri, al quale la Moratti ha espressamente chiesto l’adesione dell’Italia al piano d’incremento europeo della distribuzione dei vaccini Pfizer, l’opportunità di ampliare l’intervallo tra la prima e la seconda dose, la valutazione della possibilità di utilizzare il vaccino prodotto dalla Russia.

Non solo. L’assessora ha anche ribadito al Governo e al commissario Arcuri l’esigenza di prendere in considerazione concretamente il tema degli specializzandi in maniera più completa e adeguata di quanto al momento previsto nella Legge di Stabilità. L’assessore al Welfare ha infine chiesto al commissario Arcuri di inserire Regione Lombardia tra i soggetti attuatori dei Centri vaccini. La sensazione, però, è che in una sorta di “vuoto di potere” nazionale, con l’atteso insediamento del Governo Draghi, le risposte tarderanno ad arrivare.

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