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12. 05. 2021 20:28

MIlano, le riaperture inique di bar e ristoranti: e chi è senza dehors?

È una zona gialla che parte tra le polemiche. I gestori chiedono correttivi al governo

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Per diverse categorie la zona gialla è meno bella di quanto si possa pensare. Ne fanno le spese (e si lamentano) soprattutto le migliaia di bar e ristoranti che non hanno spazi all’aperto e per i quali da ieri non è cambiato nulla rispetto alle settimane in zona rossa o arancione.

Numeri alla mano, in Lombardia, secondo Confcommercio, si perderanno 300 milioni in più rispetto alla zona gialla “vecchia versione”, quella che – per intenderci – rimase in vigore tutto il mese di febbraio e, prima ancora, una decina di giorni prima dello scorso Natale. Uno su due dei 45mila pubblici esercizi lombardi è sprovvisto di spazi esterni e si aggiunga che il coprifuoco alle 22.00 non aiuta.

«Lo stato d’animo degli imprenditori è molto diverso: si recupera qualcosa rispetto all’arancione, anche in termini di passaggi di persone per l’asporto, ma il danno è ancora pesante» secondo Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia: «Il primo di giugno per bar e ristoranti negli spazi al chiuso è una data francamente troppo lontana».

E ancora: «In più, ricordiamolo sempre: la riapertura o meno delle attività di ristorazione influisce direttamente su tutti gli altri comparti del commercio: se le nostre città sono spente, tutto il resto, inevitabilmente, ne risente. Alla luce di tutto questo chiediamo che il Governo possa presto rimettere mano al Decreto delle riaperture, con un “tagliando” per rivedere le norme e posticipare, ad esempio, l’inizio del coprifuoco».

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